Pubblicato il 29 marzo 2018

(formazione) Dieci anni di Green Building Council

Il 28 gennaio di 10 anni fa nasceva Green Building Council Italia, associazione fondata per promuovere l'edilizia “green” in Italia attraverso la diffusione l'applicazione dei protocolli LEED (Leadership in Energy and Environmental Design) e GBC.  
Il successo di quella iniziativa fu confermato da un notevole numero di adesioni, in qualità di soci, da parte di molti soggetti della filiera edilizia, dai produttori di componenti e sistemi alle università, dalle imprese agli studi di progettazione. 
Un successo tanto maggiore se si pensa che all'epoca, solo dieci anni ma sembrano passati secoli, la sola Regione Lombardia rendeva cogente la certificazione energetica degli edifici mentre il resto dell'Italia sonnecchiava allungando i tempi di attuazione completa di una direttiva europea la 2002/91 CE, sul “rendimento energetico degli edifici”.  
Se già l'efficienza energetica, che poteva offrire attraverso il risparmio di combustione un elemento di convenienza tangibile, aveva difficoltà a farsi spazio nel mondo imprenditoriale edile è più in generale nel Real Estate, quante opportunità di successo avrebbe potuto avere un messaggio culturale che mirava dritto alla sostenibilità ambientale degli edifici? Per quale motivo il mercato immobiliare avrebbe dovuto esprimere un interesse nel risparmio di acqua potabile, piuttosto che nel riuso dei materiali e nel contenimento dell'impatto ambientale del cantiere?  
Perché, al di là del promuovere i protocolli di certificazione ambientale degli edifici, il vero obiettivo del fenomeno GBC, un fenomeno mondiale, era quello di promuovere un nuovo modo di concepire l'abitare fortemente orientato alla sostenibilità e al rispetto del territorio. Anzi sarebbe un errore credere che tutta questa macchina sia una fabbrica di protocolli e schemi di certificazione: è la sostenibilità nel settore delle costruzioni l'obiettivo ultimo, gli altri sono strumenti per poterlo raggiungere con concretezza. 
Dieci anni fa, almeno in Italia, al mercato non era pronto, eppure era grande l'entusiasmo nell’aderire al progetto GBC, un progetto che liberava l'energia creativa ambientale di tutti gli operatori incanalandola in un unico obiettivo. I promoter immobiliare che hanno investito in questi ultimi anni hanno creduto in questo progetto: le maggiori opere di architettura, quelle che hanno cambiato il volto di città come Milano hanno seguito questa strada e l'architettura moderna italiana è un architettura molto orientata al mondo GBC-LEED, si pensi ad esempio alle torri del Bosco Verticale di Stefano boeri, alla torre Allianz di Arata Isozaki di CityLife sempre a Milano, al Centro Direzionale Intesa Sanpaolo di Renzo Piano, tanto per citarne alcuni, ma l'elenco sarebbe molto lungo: solo in Italia circa duecento edifici sono già stati certificati LEED per un totale complessivo di 2,9 milioni di metri quadrati e poco meno di 300 edifici sono in fase di certificazione. Una città “green” diffusa su tutto il territorio nazionale che sta crescendo sotto i nostri occhi. 
L'esigenza di fornire degli strumenti di certificazione da poter utilizzare nel contesto culturale, tecnologico e sociale italiano è stata la motivazione che ha portato GBC a costruire dei protocolli con valenza razionale: i protocolli GBC. Questo progetto è diventato un elemento attrattore dell'intera filiera. I protocolli, infatti, sono l'occasione per coagulare conoscenze ed esperienze tutti i livelli e di incanalarle verso un obiettivo comune. La forza di GBC Italia, ma sarebbe più opportuno parlare dei GBC nazionali, sta proprio in questo: portare allo stesso tavolo tutte le esperienze e tutte le competenze dell'economia edilizia italiana e del mondo della produzione e della ricerca per definire regole che, pur mantenendo alta l'asticella della qualità ambientale, possano essere applicate contribuendo in questo modo a far crescere quella città green trasversale di cui si accennava prima.  
Il primo protocollo completamente italiano è stato il GBC Home, un protocollo che valorizza l'edilizia residenziale e la certifica, che può essere applicato su tutto il territorio nazionale, quindi non solo per i climi continentali del Nord Italia ma anche per quelli mediterranei nel Centro del Sud Italia. Il GBC Home è stato sviluppato specificamente considerando le caratteristiche abitative e le diversità nel modello costruttivo proprie della realtà italiana, prendendo spunto dal protocollo LEED: il sistema di rating promuove la salubrità, la durabilità, l'economicità e le migliori pratiche ambientali nella progettazione nella costruzione degli edifici. 
Il rapporto tra l'edificio è l'ambiente inteso come territorio è un rapporto molto stretto: proprio nella logica della sostenibilità dell'abitare. La certificazione dei quartieri è la strada da percorrere e diventa un acceleratore fantastico della prassi della sostenibilità.  
Il secondo protocollo Made in Italy promosso da GBC Italia è per l'appunto GBC Quartieri. È il protocollo di certificazione sviluppato da GBC Italia per i progetti di aree oggetto di riqualificazione o di nuove espansioni, che promuovono tra gli obiettivi primari le prestazioni di sostenibilità ambientale del territorio, delle infrastrutture, delle dotazioni e degli edifici sostenibili. 
GBC Quartieri riconosce il valore degli interventi che promuovono un approccio integrato alla qualità della vita, alla salute pubblica e al rispetto per l'ambiente. Il fiore all'occhiello di GBC Italia è il protocollo GBC Historic Building, unico nel suo genere a livello mondiale. L'area tematica Valenza Storica mira a preservare ciò che è riconosciuto come testimonianza e valore di civiltà, e favorisce un elevato livello di sostenibilità mediante la valorizzazione delle qualità del costruito storico. 
Questa specifica area rientra nella disciplina del restauro e fornisce al progettista un indirizzo utile per l'intervento sul costruito preindustriale. GBC Historic Building si applica agli edifici storici che costituiscono “testimonianza materiale avente valore di civiltà”. Ai fini dell’applicazione del protocollo GBC HB, l'edificio deve essere stato costruito prima del 1945 per una porzione ad almeno il 50% degli elementi tecnici esistenti. 
Il protocollo si applica nel caso di interventi di restauro, riqualificazione o recupero, anche di parziale integrazione, ma comunque nell'ambito di ristrutturazioni importanti, intese come interventi che coinvolgono elementi rilevanti degli impianti di climatizzazione e il rinnovo o la riorganizzazione funzionale degli spazi interni, valutando possibili soluzioni di miglioramento prestazionale dell'involucro edilizio, compatibilmente con la salvaguardia dei caratteri tipologici e costruttivi dell'edificio esistente. 
Il quarto protocollo è il protocollo GBC Condomini. Se si ha presente questo contesto sociale, che riguarda la grande percentuale degli italiani, si comprende subito come questa sfida sia di grande portata ma allo stesso tempo ci troviamo di fronte ad una grande opportunità. In Italia 14 milioni di famiglie sono residenti in condomini. Esistono un milione di edifici condominiali di cui circa la metà è dotata di impianti di riscaldamento centralizzato. Il 70% dei condomini italiani è in Classe F e G e il 64% degli edifici è stato costruito prima del 1971. 
GBC Condomini si rivolge agli edifici residenziali che devono essere riqualificati e che sono composti più unità immobiliari, ma non nei casi di demolizione e ricostruzione dell'esistente. Il protocollo prevede una fase di indagine preliminare sulla durabilità e resilienza dell'edificio, a cui seguono uno più interventi sulla struttura, l'involucro e la parte impiantistica, che permettono un miglioramento prestazionale dell'intero edificio. Il tema della resilienza è una importante novità: GBC Condomini è l'unico protocollo di sostenibilità ambientale che tiene conto di questo aspetto, non solo efficienza energetica e qualità ambientale ma anche sicurezza strutturale.  
Nell'ultima fase del primo decennio di GBC Italia l'Associazione ha notevolmente aperto i suoi orizzonti. Non solo protocolli LEED o GBC ma militanza attiva in tutte le iniziative, nazionali e internazionali, che promuovono la sostenibilità. GBC Italia è presente in tutti i tavoli nazionali, collabora con i Ministeri competenti e sviluppa accordi con le più importanti associazioni che operano nei diversi settori della sostenibilità. 
I Green Building Council sono diventati una realtà internazionale attraverso il network europeo dei GBC e il Word di GBC che collega i GBC distribuiti nei cinque continenti, attualmente ben 73. GBC Italia in questi dieci anni si è evoluto notevolmente: non solo proponendo dei propri protocolli ma anche e soprattutto identificandosi come un sistema “aperto” sia all'interno dell'Italia come membro attivo catalizzatore della rivoluzione “green” sia a livello internazionale come “hub” della sostenibilità in edilizia. Buon compleanno GBC. 


Pubblicato su Modulo 411, gennaio/febbraio 2018 

Crediti fotografici: Cino Zucchi Architetti
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