Pubblicato il 16 giugno 2014

(formazione) Daylighting: il “progetto” della luce naturale

Tra le problematiche fondamentali che incontriamo durante lo sviluppo di un edificio vi è sicuramente il “progetto” della luce diurna. Ci sono ormai innumerevoli sistemi di diffusione e di direzionamento della luce diurna, tra cui molte e complesse tipologie di vetro. La scelta accurata di questi dispositivi ed il loro impiego incide in modo fondamentale sul comfort psico-fisico degli utenti. Anche gli aspetti della redditività, del risparmio energetico e dei costi di manutenzione non sono da sottovalutare nell’arco di questo processo.
Un comfort climatico ottimale per la soddisfazione e l’efficienza dei lavoratori presuppone una sistemazione interna flessibile dei posti di lavoro e opportunità di trasferimento comunicative. Presupposto di un alto grado di comfort è un modo di costruire giusto dal punto di vista climatico, rispettoso del luogo. Sono importanti le condizioni di temperatura in inverno ed estate, come anche una buona qualità dell’aria interna e buone condizioni visive ed acustiche. Deve essere preso in considerazione il rapporto tra i componenti tecnici installati e i sistemi di regolazione.
Con il modificarsi della luce naturale nell’arco della giornata, e per riuscire a trasporre i benefici biologici all’interno degli spazi, è necessario adattare il sistema di illuminazione artificiale alla temperatura colore e alla direzione della luce naturale.
Una buona illuminazione diurna è il presupposto per condizioni di lavoro senza affaticamento. In ambienti lavorativi con sufficiente luce naturale la produttività è maggiore e la percentuale di malattia dei lavoratori minore. Le conseguenze di una illuminazione non ottimale sono invece una postura tesa, irrigidimento muscolare, mal di testa, ridotte capacità visive e malattie psicosomatiche.
Ad esempio per evitare conseguenze sulla salute degli addetti è necessario l’uso di dispositivi antiabbagliamento in corrispondenza delle postazioni di lavoro al videoterminale.
Gli accorgimenti progettuali da seguire per migliorare illuminazione e condizioni visive sul posto di lavoro sono:
- illuminazione naturale e artificiale combinate e adattabili, con possibilmente un alto grado di luce naturale;
- posizionamento delle postazioni di lavoro in prossimità delle finestre fino ad una distanza massima di 5 metri, e con diretto rapporto con l’esterno;
- la somma della larghezza delle finestre dovrebbe essere almeno il 55% della larghezza della stanza;
- dispositivi antiabbagliamento e di protezione solare gestibili direttamente dall’utente; buona norma è posizionare il dispositivo antiabbagliamento solo nella porzione di finestra interessata dal campo visivo. Il rapporto con l’esterno è valutato positivamente dall’utente quando la visibilitá verso il cielo e l’orizzonte dal lato della stanza con le finestre è visibile senza ombre per il 50% della larghezza della stanza e senza modificazione del colore causata dal raster del sistema di protezione solare. E’ valutato molto positivamente un rapporto con l’esterno garantito per l’80-100% della larghezza della stanza;
- superfici opache dei mobili e della pareti evitano fenomeni di riflessione e abbagliamento;
- disposizione delle postazioni di lavoro con la direzione dello sguardo parallela alla finestra, e distanza tra finestra e videoterminale di minimo 60 cm.

Autore: Giulia Cupelloni
Photo © Eduard Hueber
Pubblicato su Modulo 390/2014