Copertura: regole condivise da progettisti, imprese e fornitori

Modulo: Sulla base di una concezione progettuale rimasta sostanzialmente invariata, il settore delle coperture piane è stato nel tempo oggetto di una lenta evoluzione che ne ha influenzato alcuni rilevanti aspetti sia sul piano tecnologico che dal punto di vista esecutivo: quali ne sono stati i momenti salienti?
Sergio Croce: Come lei ha giustamente osservato, da un punto di vista puramente progettuale non è possibile parlare di vere e proprie innovazioni; al contrario, sul fronte della tecnologia dei materiali i progressi sono risultati in diversi casi davvero sostanziali. Ad essere investiti da tali fenomeni evolutivi sono stati soprattutto i prodotti per impermeabilizzazione, in cui all’utilizzo dello storico bitume ossidato si sono via via sostituite nuove tipologie di prodotto, come le membrane in bitume polimero, i materiali sintetici come il PVC, fino ad arrivare alla poleolefine. A fronte di tale sviluppo a progredire nettamente è stata la durata potenziale dei prodotti in opera, garantita dall’affinamento delle formulazioni e dei processi di produzione. Oggi la service life di una membrana impermeabile può raggiungere tempi anche superiori ai 20 anni. Parlo di durata potenziale perché, naturalmente, il concetto di qualità delle opere di impermeabilizzazione travalica quello di qualità del prodotto per estendersi, da un lato, alle modalità di posa in opera, dall’altro alla corretta scelta e messa a punto delle soluzioni in rapporto alle concrete situazioni di esercizio e, di conseguenza, a una concezione progettuale che di questi fattori deve tenere debito conto. Per rendere coerente la qualità del progetto alle potenzialità dei prodotti di impermeabilizzazione la strada da percorrere è ancora molta. All’orizzonte tuttavia si intravedono segnali positivi legati ad iniziative di associazioni e di sedi normative che si muovono verso la ricerca di un patrimonio di regole condivise da tutti gli attori coinvolti – progettisti, imprese e fornitori -, accompagnato più in generale da un costante miglioramento delle performance tecnologiche dei materiali. Si fa ad esempio riferimento ad azioni mirate all’innovazione di processo relativamente alla qualificazione delle imprese di impermeabilizzazione e degli operatori di posa. 

Modulo: In questa ottica, quali sono stati i fattori significativi che hanno stimolato l’evoluzione del comparto?
Sergio Croce: Un ruolo propulsivo sostanziale è senza dubbio stato assunto dal mondo della produzione, e in particolare dai suoi esponenti più qualificati, ambito in cui le dinamiche della competizione commerciale tra settori tecnologico-produttivi diversi hanno senza dubbio spinto verso la ricerca di soluzione più performanti. Minori stimoli sono invece giunti sul versante progettuale, e del resto è facile constatare come tuttora, nella normale prassi, sia piuttosto raro riscontrare l’esistenza di un vero e proprio progetto dettagliato del sistema tetto, se non a volte a livello di capitolato descrittivo. Esiste, in altre parole, una diffusa e consolidata tendenza a demandare alla sola qualità dei materiali e componenti il compito di risolvere ogni tipo di problematica. Questo, peraltro, determina anche un pesante coinvolgimento dell’impresa esecutrice, cui viene in un certo qual modo affidato un ruolo di “supplenza” tecnica che però non è sempre in grado di svolgere compiutamente. A questo aggiungiamo il fatto che, nella grande maggioranza dei casi, l’affidamento delle opere di impermeabilizzazione avviene generalmente in una fase piuttosto avanzata dei lavori, quando le risorse economiche disponibili sono state in gran parte già assegnate; il che ingenera una forzata corsa al risparmio che però, evidentemente, va a scapito della qualità dei risultati.
In questo quadro, un ruolo di stimolo potrebbe invece essere svolto proprio dall’utenza finale che, opportunamente sensibilizzata attraverso codici di pratica, sarebbe senza dubbio in grado di assumere in prospettiva una funzione di controllo, imponendo il rispetto di specifici risultati in termini di performance globali dell’edificio. 

Modulo: Quali invece, ad oggi, i temi di innovazione in grado di imprimere una effettiva svolta al settore?
Sergio Croce: Non c’è dubbio che, allo stato attuale, le maggiori richieste di innovazione potranno essere ingenerate dal tema della sostenibilità e in particolare delle performance energetiche globali dell’edificio, posto decisamente in primo piano dalla Direttiva Europea che mira ad una drastica riduzione dell’immissione di CO2 in atmosfera. Tale Direttiva quando recepita mediante norme in ambito nazionale dovrebbe avere un impatto potenziale molto superiore a quello della sostanzialmente ignorata Legge 10/91.
La inevitabile conseguenza è quella di un sensibile aumento degli spessori di isolamento in copertura, che a propria volta coinvolge e porta in primo piano la necessità di uno sguardo nuovo al problema anche da parte del progettista: aspetti come il controllo assoluto dei ponti termici, la resistenza all’azione esercitata dal vento su pacchetti di copertura sempre più complessi, stratificati e di forte spessore e, non ultimo, una serie di delicate problematiche applicative rappresentano altrettanti temi di riflessione con cui, da un lato, il mondo della progettazione sarà chiamato a confrontarsi, e che dall’altro potrebbero dare origine ad alcune “microinnovazioni” in relazione a specifiche problematiche. Penso, ad esempio, alla prevedibile diffusione e sofisticazione dei sistemi di fissaggio meccanico dei pacchetti isolanti, alla ricerca di materiali “ecologici” e più in generale a soluzioni costruttive a basso impatto ambientale in un’ottica di analisi di tutte le fasi del ciclo di vita complessivo, dalla produzione ai componenti, al loro assemblaggio in opera sino alla demolizione e al riciclaggio delle strutture. Rimanendo sul tema della sostenibilità un altro settore di “microinnovazione” potrà essere anche quello dei tetti verdi, la cui diffusione in area urbana costituisce una politica di forte e positivo impatto ambientale.

Pubblicato su Modulo 303/2004