Pubblicato il 9 giugno 2016

(formazione) Cocci virtuosi

Il mondo delle costruzioni sta sempre più integrando all’interno del ciclo di produzione materie e tecnologie green.Tale tendenza si concretizza in vari modi, il più diffuso prevede l’utilizzo di materiali ricavati dal riuso di scarti di lavorazione industriali ovvero dal recupero dei rifiuti urbani.
Le malte cementizie rappresentano uno dei materiali più utilizzati in edilizia e sono, inoltre, uno dei materiali che, negli ultimi decenni, ha subito la maggiore industrializzazione trasformandosi, di fatto, da prodotto artigianale confezionato in cantiere, spesso con materiali locali, in un premiscelato industriale ad alte prestazioni. La combinazione di questi due elementi di premessa ha fatto sì che molta attività sperimentale, sia a livello nazionale sia a livello internazionale, si sia focalizzata sulla possibilità di utilizzare il vetro nella produzione di malte cementizie premiscelate. 
L’idea alla base della lavoro avviato dal gruppo di ricerca del DICDEA-SUN è stata quella di provare ad utilizzare, senza ulteriori lavorazioni, la frazione minuta ottenuta dalla frantumazione del vetro. Infatti, dal processo di frantumazione del vetro, eseguito prima di inviarlo alle vetrerie per il riciclo, residua una frazione minuta che viene avviata in discarica. Si tratta di una frazione che non ha valore di mercato ma che, anzi, grava sui costi di riciclo ed ha un significativo impatto ambientale dato che, come ben noto, il vetro non è biodegradabile. L’idea era quella di trasformare il vetro di scarto (waste glass - WG) da rifiuto a materia prima secondaria. 

Autori: Luigi Mollo, Rosa Agliata 
Pubblicato su Modulo 401/2016