Pubblicato il 9 giugno 2016

(formazione) Cocci virtuosi

Il mondo delle costruzioni sta sempre più integrando all’interno del ciclo di produzione materie e tecnologie green. Tale tendenza si concretizza in vari modi, il più diffuso prevede l’utilizzo di materiali ricavati dal riuso di scarti di lavorazione industriali ovvero dal recupero dei rifiuti urbani. 
Le malte cementizie rappresentano uno dei materiali più utilizzati in edilizia e sono, inoltre, uno dei materiali che, negli ultimi decenni, ha subito la maggiore industrializzazione trasformandosi, di fatto, da prodotto artigianale confezionato in cantiere, spesso con materiali locali, in un premiscelato industriale ad alte prestazioni. La combinazione di questi due elementi di premessa ha fatto sì che molta attività sperimentale, sia a livello nazionale sia a livello internazionale, si sia focalizzata sulla possibilità di utilizzare il vetro nella produzione di malte cementizie premiscelate. 
L’idea alla base del lavoro avviato dal gruppo di ricerca del DICDEA-SUN è stata quella di provare ad utilizzare, senza ulteriori lavorazioni, la frazione minuta ottenuta dalla frantumazione del vetro. 
Il lavoro ha previsto una prima fase sperimentale, i cui risultati sono già stati pubblicati; ad essa è seguita una fase di conferma dei primi risultati ottenuti. Gli esiti in questa sperimentazione saranno presentati a settembre in occasione del IV incontro internazionale “Concrete 2016”. 
La malta utilizzata per la sperimentazione è stata realizzata con cemento grigio pozzolanico (GPC) di tipo IV – EN 197-1 (CEM IV/A 32,5 R). come aggregato fine è stata utilizzata sabbia di fiume (RS) con la maggior parte delle particelle passanti attraverso il setaccio da 1,00 millimetro. Il modulo di finezza della sabbia utilizzata era di 2.03. l’aggregato vetroso utilizzato è la frazione residua del vetro da riciclo proveniente da una società di riciclaggio campana. La frazione di vetro passante per lo staccio da 1 mm, è stata utilizzata così come prodotta dall’impianto di frantumazione, sottoponendo il materiale solo ad una fiammatura, protratta fino ad eliminare anche i residui di carbone, necessaria per rimuovere i resti di contaminati quali carta, plastica o materia organica. Il modulo di finezza del vetro è utilizzato è risultato pari a 2,56. L’acqua utilizzata era una normale acqua potabile e il rapporto acqua/legante/aggregato (W/b/a) è stato fissato, in accordo con la letteratura, pari a 0.5/1/3. Esso è stato mantenuto costante durante tutta la fase sperimentale. È stato prodotto un mix di controllo (CM) utilizzando solo sabbia di fiume e poi, per studiare l’influenza del WG sulle proprietà meccaniche, è stato usato il vetro per sostituire sistematicamente la sabbia dal 20% al 100% in peso, con passo di sostituzione 20%, per un totale di sei mix, compreso il CM. Ogni mix è stato preparato nell’osservanza delle norme EN 1015-2 e EN 196-1 ed è stato poi suddiviso in stampi in acciaio (dimensioni 40 x 40 x 160) per la produzione di prismi per prove di resistenza a flessione e compressione. I campioni sono stati sottoposti a prova, nel rispetto della EN 1015-1011, dopo 7 e 28 giorni di stagionatura. I risultati ottenuto nelle varie campagne di prova sono sostanzialmente simili e sono rappresentati nel diagramma in questa pagina. Appare evidente che la malta ottenuta con la sostituzione parziale o totale dell’aggregato fine con WG è, per quel che riguarda la resistenza a flessione e a compressione, di buona qualità. 
La resistenza a flessione, sia a 7 che a 28 giorni, ha un andamento decrescente approssimativamente lineare; anche la resistenza a compressione, sia a 7 sia a 28 giorni, diminuisce in maniera inversamente proporzionale al tasso di sostituzione, ma in nessun caso la resistenza a compressione a 28 giorni è inferiore a 20 MPa, valore che rappresenta la resistenza a compressione a 28 giorni di stagionatura di una malta strutturale in classe M20 secondo la UNI EN 998-2 (Norme Tecniche per le Costruzioni). È quindi possibile pensare di sostituire, almeno per le applicazioni non strutturali, la malta cementizia ordinaria con una malta cementizia nella quale il materiale lapideo fine è interamente sostituito con vetro di scarto. 


Pubblicato su Modulo 401, giugno 2016
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