Focus: ANTISISMICA

(formazione) Cls: quando il peso diventa un’opportunità

Il conglomerato cementizio armato (C.A.), usualmente chiamato calcestruzzo, si presenta davanti alle problematiche sismiche come il materiale in passato più utilizzato e con tutte le carte in regola per rispondere alle normative dato che associa all’economicità e versatilità d’impiego del calcestruzzo la resistenza e duttilità dell’armatura in acciaio potendo così oggi rispondere in modo del tutto soddisfacente alle richieste di prestazioni delle nuove norme di progettazione per un territorio italiano divenuto totalmente a rischio sismico. 
E’ opportuno valutare per il C.A. la presunta criticità del fattore “peso” che in zona sismica sembrerebbe penalizzare le costruzioni in C.A. Quando si parla di pesi strutturali va notato che un telaio in acciaio, se opportunamente protetto dal fuoco, pesa poco meno di un’equivalente struttura in C.A. realizzata con calcestruzzo ad alta resistenza. Comunque il peso complessivo di un edificio risente in minima parte della differenza di peso di pilastri e travi realizzati in acciaio o in CA; infatti i solai, per le esigenze acustiche, per il peso della sovrastruttura, per esigenze di rigidità e per la richiesta di resistenza al fuoco, finiscono per essere realizzati comunque in calcestruzzo. 
L’involucro esterno poi, con le esigenze ribadite dalle nuove normative sull’isolamento acustico e termico, è chiamato a svolgere un’importante funzione di abbattimento acustico e di volano termico e igrometrico, che si ottiene solo con la massa. E’ anzi per mancanza di peso che pareti e coperture, sia in legno che in lastre di acciaio, non possono essere impiegate quando la loro massa sia inferiore a 230 kg/mq. Lo schema strutturale più frequente e più utilizzato in zona sismica per gli edifici civili è quello del nucleo sismo-resistente in calcestruzzo realizzato con pareti composte a cui sono convogliate tutte le azioni orizzontali sismiche delle strutture che a questo nucleo sono collegate, siano queste in acciaio, in legno o in CA.
In definitiva il peso globale dell’edificio risente in minima parte della differenza di peso strutturale di colonne e travi in CA o in acciaio. Il vero problema quindi non è il peso; sembrerebbe piuttosto essere un altro, cioè il pericolo incombente che una struttura possa essere mal progettata e/o mal realizzata, in particolare una struttura a larga diffusione come quella in CA. La progettazione, in presenza di nuove regole del tutto innovative, fortemente complesse e di non facile comprensione, con verifiche di resistenza allo stato limite, con controllo di duttilità, con applicazione della gerarchia delle resistenze, con i limiti di danno, con il calcolo dei collegamenti delle sovrastrutture alla struttura e con il controllo degli spostamenti, dovrebbe essere affidata a veri specialisti, mettendo fuori gioco un gran numero di strutturisti che non hanno saputo aggiornarsi e che, alla richiesta di precisare il fattore q, sono indotti a pensare che per il calcolo sismico ci voglia una buona dose di fortuna.
La richiesta di qualità nel processo di costruzione, con il necessario impiego di un CA sempre più prestazionale, con prescrizioni esecutive sempre più mirate che esigono un lavoro di qualità di specialisti che dovrebbe escludere la prassi dei subappalti a cascata non specialistici, dovrebbe incanalare il mercato verso quella industria delle costruzioni cioè verso una prefabbricazione a componenti strutturali in calcestruzzo che sia in grado di fornire nei tempi programmati qualità e sicurezza del prodotto. Le ricerche e le prospettive che vedono l’Italia in prima linea per realizzare strutture prefabbricate in CA con telai a nodi incastrati, per prefabbricare muri o nuclei sismo resistenti, per controllare le deformazioni utilizzando la precompressione e per realizzare collegamenti strutturali di componenti che rispondono all’esigenza di efficienza e duttilità delle zone critiche, possono essere interessanti trasformazioni del settore delle costruzioni in CA verso un’industrializzazione che garantisce maggior sicurezza, tempi più ridotti ed elevato rapporto qualità/costo.

Autore: Alberto Dal Lago
Pubblicato su Modulo 360/2010