Pubblicato il 9 giugno 2016

(formazione) Cave esauste

Le attività di recupero ambientale così come definite dall’attuale assetto normativo definiscono prototipi, procedure e sistemi per ripristinare, mediante opportuni e adeguati rimodellamenti morfologici aree degradate a usi produttivi o sociali o più semplicemente per ridefinire il decoro di parti di territorio fortemente manomesse dall’intervento antropico. 
Rifiuto o prodotto per la riqualificazione ambientale? 
I limi derivanti dalle fasi di lavaggio presenti nel processo di produzione degli inerti sono dal punto di vista tecnologico ed applicativo un eccellente esempio di prodotto idoneo alla realizzazione di interventi di riqualificazione ambientali, anche se molti organi di controllo hanno inteso conferirgli la qualifica di rifiuto e pertanto il loro utilizzo non può prescindere dall’applicazione della su citata norma relativa al riciclaggio dei rifiuti. 
Specifichiamo in che termini ciò avviene in relazione alle singole peculiarità dei prodotti ottenuti dalla lavorazione dei limi, soprattutto in funzione del processo che li ha determinati quali prodotti finiti. 
Il limo è un materiale che si produce come risultato del processo che include lavaggio, decantazione e pressatura di lavaggio delle ghiaie sul luogo di estrazione delle stesse. Il lavaggio consente la separazione delle frazioni granulometriche fini, definite appunto limi, dalla porzione più grossolana. In realtà, per quanto essi siano considerati rifiuti per la loro derivazione proveniente da residui del processo produttivo, dal punto di vista delle caratteristiche e delle funzionalità tecnologiche possono essere considerati un prodotto equivalente agli inerti stessi derivanti dalla lavorazione dei materiali di cava. Indagini e studi specifici sui livelli prestazionali hanno dimostrato ed evidenziato le proprietà chimico fisiche e meccaniche dei limi. Le prestazioni dei limi rientrano nei parametri previsti dalle norme tecniche internazionali sui materiali impiegabili nelle costruzioni. 
L’utilizzo dei limi è, pertanto, possibile senza nessuna trasformazione preliminare: proprio in virtù dell’evidenza della spendibilità di questo materiale il limo, che è parte integrante di un processo produttivo viene prodotto dall’azienda intenzionale. 
Difatti l’ampia gamma di potenziali utilizzi cui può far fronte questo materiale consente all’azienda che lo produce di riutilizzarli in maniera certa oltre che di trarne un beneficio economico. 
Tali considerazioni specificano meglio l’attribuzione della condizione di rifiuto ai limi di lavaggio, che sono tali in quanto residui o scarti della produzione principale, ma tale denominazione on va oltre tale dato in quanto questi materiali rientrano immediatamente nel processo produttivo non determinando alcuno degli iter necessari per lo smaltimento o il riciclaggio che caratterizzano più genericamente i rifiuti purché il prodotto finito sia ottenuto con una procedura corretta. 
Difatti l’impiego dei limi di lavaggio nei materiai di costruzione consente di andare incontro alle finalità della norma ambientale di risparmio della materia prima e di prevenzione di formazione dei rifiuti. Le precedenti condizioni sono individuate dalle pronunce della Corte di Giustizia Europea come necessarie e sufficienti per l’esclusione di un bene dalla norma specifica sul trattamento dei rifiuti. 
La lavorazione dei limi di lavaggio derivanti dagli scarti e dai residui della lavorazione di ghiaie e sabbie alluvionali destinati alla produzione di inerti segue una specifica procedura che si diparte da una iniziale fase operativa realizzata in frantoi che, dopo l’estrazione dalle cave, provvedono a modificare la materia prima. 
Il primo passaggio è quello della frantumazione, a cui segue la vagliatura, una selezione meccanica che distingue le varie pezzature granulometriche. Il materiale selezionato viene poi sottoposto a un processo di lavaggio con acqua, generando in prima fase la separazione dei limi di lavaggio che fuoriescono dall’impianto di lavorazione e si presentano sotto forma di sospensione di particelle solide di argilla limo e sabbia fine in acqua. Questa sospensione può essere sottoposta a diversi trattamenti che generano materiali destinati a usi differenti in ambito ambientale e edile. 


Pubblicato su Modulo 401, giugno 2016
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