Pubblicato il 9 giugno 2016

(produzione) Bottiglie vs mattoni

Costruire edifici utilizzando carta riciclata, contenitori per bevande oppure bottiglie di plastica, in sostituzione di pietra o mattoni, può apparire bizzarro, tuttavia, le ricerche e le applicazioni in atto dimostrano che l’utilizzo di materiali di recupero nelle costruzioni può portare a soluzioni sorprendenti ed efficienti. 
Prima che qualificarsi come un problema di natura tecnica, la possibilità di utilizzare dei “rifiuti”nel processo di realizzazione degli edifici deve però essere accettata dagli utenti. Occorre infatti rimuovere dall’immaginario collettivo la relazione che lega l’uso del rifiuto agli interventi realizzati in condizioni di emergenza e di precarietà tipici dei ricoveri provvisori o delle aree marginali delle grandi metropoli. L’utilizzo nel settore delle costruzioni di materiali di recupero provenienti da filiere diverse da quella edilizia non produce necessariamente manufatti con basse prestazioni, così come la stessa immagine architettonica non deve per forza risentire negativamente delle soluzioni costruttive e dei materiali utilizzati. Certamente usare materiali tanto diversi da quelli tipici implica l’interruzione di una pratica consolidata e codificata, imponendo ai soggetti coinvolti nel processo edilizio nuove e diverse regole che devono essere comprese e rispettate. Per il progettista significa riappropriarsi del proprio ruolo di organizzatore e gestore del processo costruttivo, per le maestranze equivale invece ad azzerare le proprie competenze con tutti i problemi di accettazione dei nuovi ruoli che questo comporta. 

Autori: Adolfo F. L. Baratta, Alessandro Rogora
Pubblicato su Modulo 401/2016