Focus: ISTITUZIONI
Pubblicato il 22 maggio 2017

Blend Building

La particolarità architettonica del Blend Building è la realizzazione di una facciata a doppia pelle sul fronte di Piazza IV Novembre, rivolta a sud est, con lo scopo di ottenere un notevole miglioramento del comfort interno, abbinato a un consistente contenimento dei consumi energetici. 
La facciata, per motivi legati alla sicurezza antincendio, è stata divisa in due compartimentazioni, con una suddivisione orizzontale tra il sesto e il settimo piano ed è composta da un vetro camera interno di tipo basso emissivo isolante e un vetro singolo esterno parzialmente selettivo con interposta una schermatura solare costituita da una tenda a rullo microforata. 
La facciata interna è fissata all’interno del solaio esistente con un profilo incassato nel pavimento galleggiante ed è composta da serramenti fissi e da porte finestre apribili ad anta e a vasistas, in alluminio a taglio termico con un abbattimento acustico di 42dB. 
La pelle esterna è costituita da singoli moduli di vetro stratificato di 3, 28 metri per 61/57 cm posizionati in verticale e in orizzontale. I moduli esterni hanno quattro tonalità di colore e sono montati in modo da creare delle diverse gradazioni cromatiche sulla facciata: dalla più scura verso l'angolo in alto a sud a uno sfondato centrale, scendendo in diagonale, ottenuto con una maggioranza di vetri del tipo extrachiaro, per ricomporre il colore, e quindi la matericità, verso l'angolo nord in basso. 
L’ intercapedine continua ventilata ha una profondità di circa 50 cm e svolge l'importante funzione di camino, creato allo scopo di regolamentare l’apporto energetico e il benessere climatico in funzione della temperatura esterna. 
Il funzionamento della facciata è dinamico, può variare automaticamente ma può anche essere modificato manualmente a seconda delle condizioni al contorno e delle esigenze di risparmio energetico e di comfort termico e visivo. 
L’apertura delle finestre per la ventilazione naturale per effetto camino dell'intercapedine, se regolata in automatico, viene attivata da appositi sensori, posizionati all’interno dell’intercapedine a tre differenti livelli, che misurano la temperatura interna alla doppia pelle e da sensori posizionati in esterno, che misurano la temperatura esterna e da sensori interni che misurano la temperatura interna all’edificio. Queste termocoppie sono posizionate in modo tale da non venire colpite direttamente dalle radiazioni solari. Il sistema di controllo, sia in modalità raffrescamento che in modalità riscaldamento, analizza i dati rilevati e apre o chiude le aperture per la ventilazione. 
La strategia energetica, volta al risparmio e al miglioramento del confort interno, è stata quella di adottare i seguenti accorgimenti:  
- isolamento a cappotto delle parti opache, sia in esterno che in interno, per correggere i ponti termici, con una diminuzione delle perdite per trasmissione del 70%; 
- realizzazione della facciata a doppia pelle che ha comportato un aumento dell’80% degli apporti gratuiti derivanti dall’energia solare durante il periodo invernale e, durante il periodo estivo, una diminuzione del 40% dei carichi solari e quindi delle spese dovute all’impianto di condizionamento; 
- sostituzione dell’impianto di climatizzazione che comprende un gruppo frigo ad alta efficienza che ha permesso la riduzione del consumo energetico del 20%, una caldaia a compensazione, grazia alla quale si è potuto abbattere del 20 % il consumo energetico e un recuperatore di calore cha ha ridotto del 50% le perdite per ventilazione. Il gruppo frigorifero per il condizionamento consente di non avere l’accumulo, con un notevole risparmio di spazi a fronte di una elevata capacità di parzializzazione e adattamento ai carichi momentanei richiesti dall’edificio.  
Per quanto riguarda gli interni un pavimento in seminato bianco, realizzato con inerti di marmo di Carrara e cemento, caratterizza il foyer di ingresso che rappresenta la zona più pubblica dell’edificio. Le pareti, curve e con zone incassate, sono realizzate in gesso rivestito smaltato; nei controsoffitti, anch’essi in gesso rivestito e a differenti altezze, sono incassate delle luci ad anello, le “bubble” e linee di luce lungo i perimetrali. 
Resine bianche per le zone comuni e di distribuzione dove il pavimento è sopraelevato rispetto all’esistente e battuto di cemento finito e spolverato dove il pavimento rispetta le quote esistenti: queste le linee guida di progetto per gli sbarchi ascensore e i corridoi. Le porte sono a tutta altezza, 240 cm; l’illuminazione è realizzata con linee luminose incassate in gole realizzate in prossimità della congiunzione tra parete e controsoffitto. 
Gli uffici, che hanno un’altezza di 270 cm, sono pavimentati con pannelli quadrati di 60 cm per 60, con finitura in acciaio, posizionati a 18 cm da terra. Il pavimento sottostante è in cemento lisciato e pretrattato con prodotto antipolvere per ottimizzare l’utilizzo dell’intercapedine come plenum d’aria. 
In copertura, per nascondere i macchinari per la climatizzazione, è stato realizzato un rivestimento in lamiera sagomato a forma di sommergibile di colore azzurro, un po’ perché la forma si prestava particolarmente a nascondere i macchinari, un po’ come elemento simbolico che riporta all’affiorare in superficie e al lento apparire, come la facciata che gioca a mimetizzarsi con i colori del cielo.
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