(formazione) Fotovoltaico: BIPV e DSSC

Il programma di finanziamenti europei per la ricerca Horizon 2020 ha spinto tutti i paesi europei a porre l’attenzione verso un utilizzo sempre più smart delle fonti rinnovabili e quindi delle tecnologie ad esse connesse al fine di giungere alla produzione di edifici a “quasi” zero consumo di energia fossile e a “quasi” zero emissioni di CO2. 
D'altra parte è ormai diffusa la consapevolezza che gli edifici siano i responsabili di almeno il 40% dei consumi energetici in Occidente - un dato confermato e ribadito dalla seconda Direttiva Europea 2010/31/ UE sugli Energy Performance Buildings, che segue alla prima nota Direttiva 2002/91/CE - affermazione questa che spinge l'intelletto, l'impegno e la volontà dei ricercatori e degli addetti ai lavori nel governo di processo e di prodotto in ambito edilizio ed urbano ad indirizzare i propri sforzi in due principali direzioni: da una parte abbassare il fabbisogno energetico in architettura con un’ottimizzazione dei fenomeni bioclimatici passivi e una migliore integrazione del sistema edificio-impianto; dall'altra ottemperare al ridotto fabbisogno energetico esclusivamente con energia prodotta da fonti rinnovabili. Va da sé che la scommessa su questa seconda strategica linea di sviluppo non può che passare per la ricerca e l’utilizzo di nuove tecnologie per l'impiego di fonti rinnovabili oltre quelle conosciute fino ad oggi, e che questa seconda via è una strada percorribile proficuamente anche per un significativo perseguimento del primo obiettivo, quello della riduzione di tali consumi. Peraltro è di uno dei maggiori esperti mondiali di innovazione smart dei sistemi energetico-ambientali, Jeremy Rifkin, l'affermazione che "il futuro della qualità sociale delle nostre città sarà sempre più strettamente connesso con l'evolversi della qualità tecnologica degli edifici che le comporranno".

Autori: Fabrizio Tucci, Maria Luigia Fiorentino
Pubblicato su Modulo 393/2015