Focus: ANTISISMICA

(produzione) Antisismica: l’industria della prefabbricazione

E’ opportuno premettere che ogni considerazione va riferita ad una normativa non ancora stabilizzata e quindi suscettibile di modifiche. Nel campo dell’antisismica l’impostazione degli Eurocodici porta all’adozione di criteri complessi di verifica che trovano gran parte degli strutturisti impreparati. Viene introdotto non solo il concetto di stato limite ultimo, ma anche di stato limite di danno. Le verifiche numeriche raddoppiano l’impegno perché alla struttura calcolata senza sisma occorre aggiungere il calcolo sotto l’effetto del sisma. Purtroppo nella nuova bozza di normativa italiana sembra che si voglia reinserire il metodo di calcolo precedente alle tensioni ammissibili per le zone 4 di classificazione sismica del territorio, quindi quelle a minor rischio. Questo codice di calcolo è superato e inopportuno, attua inaccettabili semplificazioni, senza in realtà venire incontro allo strutturista che deve utilizzare il metodo agli stati limite in tutte le altre zone. Nel campo della prefabbricazione si ha una non trascurabile penalizzazione che è conseguenza dell’introduzione di un fattore di struttura che penalizza i collegamenti a cerniera. Inoltre nelle zone sismiche 1-2-3 i tradizionali prefabbricati che hanno le strutture orizzontali incernierate ai pilastri, subiscono spostamenti non accettabili nella verifica di danno, soprattutto negli edifici pluriplano per cui è necessario realizzare dei telai incastrati per poter utilizzare l’alta duttilità e più favorevoli fattori di struttura. Il problema è che tutto questo non è invece richiesto per le zone 4. Si viene quindi a creare una dualità di produzione e di calcolo che è inaccettabile, anche perché le zone 4 erano state create per dare maggiore sicurezza dove prima non era previsto il sisma.
Queste normative hanno pesanti riflessi sull’economia delle strutture perché l’aumento dei costi per una richiesta di maggiore sicurezza è stimato del 20-25% in più rispetto agli edifici calcolati con le norme precedenti e in particolare la prefabbricazione avrà ulteriori costi aggiuntivi rispetto alle strutture intelaiate tradizionali se non saprà rinnovarsi con sostanziali modifiche dell’attuale produzione.

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