Focus: ANTISISMICA

(formazione) Antisismica: la riqualificazione dell'esistente

Le fasi in cui si articola lo studio della sicurezza sismica di una costruzione esistente sono tre: valutazione dello stato attuale, progettazione dell’eventuale intervento di rafforzamento sismico, validazione dell’efficacia di tale intervento. Esaminiamo ogni singolo aspetto, poiché è bene che il professionista si ponga le giuste domande e sviluppi in piena autonomia gli strumenti necessari a pervenire alle giuste conclusioni. 
Per quanto riguarda la valutazione dello stato attuale va ricordato che non esiste una definizione assoluta di sicurezza sismica. Essa è infatti misurata rispetto ad uno o più livelli prestazionali, o stati limite. E’ noto che la normativa vigente, la cosiddetta NTC-08, identifica quattro diversi livelli prestazionali: operatività, contenimento del danno, salvaguardia della vita umana, prevenzione del collasso. Ad ogni stato limite corrisponde una diversa entità dell’azione sismica, via via crescente. Si comprende, quindi, che la valutazione della sicurezza di una costruzione esistente – ed il susseguente progetto di rafforzamento –ricada nell’ambito della progettazione multi-obiettivo: per azioni sismiche basse, legate a terremoti frequenti, la costruzione deve possedere adeguata rigidezza, così da non danneggiarsi; per azioni sismiche più rare, e quindi più intense, deve possedere adeguata resistenza, così da limitare il danneggiamento; per azioni sismiche rarissime, quindi molto intense, deve invece possedere adeguata duttilità, per poter assorbire gli spostamenti indotti dal terremoto senza collassare. 
Ha senso quindi parlare di sicurezza rispetto a uno o più prefissati livelli prestazionali. Ad esempio, un edificio esistente potrebbe essere in grado di soddisfare entrambi i requisiti di contenimento del danno e di salvaguardia delle vite umane in esso contenute, ma non quello di prevenzione del collasso. Sta al committente e al progettista decidere di comune accordo se il rispetto di questi due requisiti sia da considerarsi sufficiente oppure se è il caso di intervenire per far sì che anche il terzo sia rispettato.

Autore: Giorgio Monti
Pubblicato su Modulo 387/2014