Palazzo Gorani a Milano

Principio dell’architettura moderna era che il tetto di un edificio dovesse essere piano, vuoi risolto con un giardino (Le Corbusier) o con una terrazza spoglia su cui far emergere i volumi degli ascensori o dei corpi scale. Contro i tetti a falda si schierarono più generazioni di architetti fedeli ai diktat razionalisti sino a quando negli anni ’60 alcuni felici esempi di architettura comparvero sia in Europa che in Italia sulla letteratura più qualificata, che si esprimevano liberamente modellando altri tipi di coperture. Negli anni più recenti si è capito che un tetto va declinato non secondo una scelta compositiva, ma che una copertura esige di essere progettata secondo un “carattere” che sia parte dell’insieme dell’edificio e delle materie che costituiscono le ragioni di diversi “contesti”. 
In questo progetto sono stati stabiliti dei principi: la sommità doveva essere in continuità con gli edifici di contatto sui bordi del lotto e la copertura del nuovo doveva completare la configurazione di quelli adiacenti assecondando sia l’andamento sia il tracciato in pianta. Questa “coperta” protegge l’interno, variamente distribuito, si muove, si apre, si modella su vari livelli, come una maschera che pur cambiando immagine mantiene la fisionomia di chi la indossa. Per fare questa modellazione si è cercato un materiale flessibile che permettesse uniformità, ma anche duttilità nei cambiamenti di verso, avesse possibilità plastiche, pur sempre geometrizzabili, facilità di posa e coloritura connessa alla materia. Per tutte queste ragioni la scelta si è orientata sul VMZINC. La scelta dello zinco titanio come materiale per il rivestimento di copertura e per le relative lattone rie ha consentito, oltre a vantaggi prestazionali come la profilatura di lastre uniche aggraffate e la stagnatura delle giunte dei canali incassati, anche vantaggi architettonici come l’inserimento nel contesto del centro storico di Milano con una tonalità di finitura Pigmento Rosso che ben si integra con le circostanti coperture tradizionali in laterizio. 
La stratigrafia del pacchetto di copertura ha previsto sopra una soletta gettata in calcestruzzo una guaina avente funzione di barriera al vapore, la posa di tre strati di lana di vetro da 80+40+80 mm interposti ad altrettanti strati di listellature incrociate, un telo traspirante ed una listellatura di ventilazione a supporto del tavolato in abete distanziato, costituente il piano di posa delle lastre aggraffate in zinco titanio. 

Photo credits: Filippo Romano
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