VIA FATEBENEFRATELLI 14 - WORK IN PROGRESS

Un progetto binario quello di L22 per l’edificio sito in via Fatebenefratelli a Milano. Sono infatti due i punti salienti della progettazione. Da un lato, la ricostruzione filologica delle caratteristiche esistenti dell’oggetto architettonico originario. Dall’altro, la volontà di introdurre elementi innovativi indispensabili all’aggiornamento tecnico-funzionale e al rinnovato ruolo nel contesto urbano. La chiave di lettura è quella di dichiarare con determinazione gli elementi di innovazione dell’edificio e quali invece hanno il compito di preservare l’attuale equilibrio tra forme, materiali e articolazioni geometriche. Il progetto ha quindi l’obiettivo di conservare l’impronta volumetrica e gli elementi compositivi e decorativi essenziali tramite cui l’edificio si relaziona con il contesto a cui aggiungere con espressività elementi di riscrittura linguistica, soprattutto per il piano rialzato e il piano copertura dove un diamante – un nuovo volume in vetro – movimenta la continuità spaziale e architetturale. L’edificio dalle caratteristiche tipologiche di tipo residenziale è stato costruito negli anni Quaranta e ha visto una recente trasformazione d’uso da residenziale a terziario uffici. L’immobile si sviluppa in altezza per 6 piani fuori terra con il caratteristico piano rialzato su strada e un volume in copertura con loggiato in cortina. Le richieste della Commissione per il Paesaggio hanno riguardato un mantenimento dei caratteri originari volumetrici dell’edificio, un arretramento dei nuovi volumi vetrati e la conservazione di alcuni elementi del disegno originari come i serramenti a oblò al piano rialzato.Il tratto della via Fatebenefratelli in cui insiste l’immobile oggetto di riqualificazione rappresenta l’ultima cortina edilizia del perimetro dell’area di Brera, ambito urbano che si caratterizza per una presenza di funzioni miste tra ricettivo, terziario, commerciale e residenziale. A oggi l’edificio presenta un unico ingresso su via Fatebenefratelli piuttosto anonimo e quindi di difficile riconoscibilità. L’ingresso principale si allarga con l’introduzione di nuove vetrine utili a percepire la profondità. Per la facciata di via Fatebenefratelli, l’obiettivo primario è stato quello di accogliere una significativa riscrittura linguistica ma nello stesso tempo enfatizzare i segni qualificanti del progetto originale.
I tre elementi su cui il progetto del fronte di via Fatebenefratelli si fonda sono la personalizzazione e il rinnovamento di ingresso e basamento, la nuova presenza scenica delle finestre e dei balconi e la reinterpretazione dei materiali, del decoro
e dei colori. L’ingresso si contraddistingue per l’allargamento del portone esistente enfatizzato dall’inserimento di una pensilina aggettante. L’importanza dell’introduzione di trasparenza e luminosità consente di leggere con immediatezza la profondità dell’edificio e la percezione di un accogliente atrio. 
La nuova interpretazione del ruolo dell’edificio nel tessuto urbano ha portato alla definizione di un nuovo importante ingresso sulla via dell’Annunciata, dove si
ampliano le finestre al piano rialzato per ottenere due importanti vetrate. Il progetto amplifica la presenza dell’ingresso su entrambe le vie generando una situazione di ingresso passante. La relazione tra le due facce dello stesso immobile fa parte di una nuova vita e quindi di nuove relazioni con il contesto. 
Al fine di trasformare l’edificio nelle sue dimensioni e amplificare la sua presenza scenica sulla cortina edilizia si è demolita su entrambe le vie la prima linea di balconi che altrimenti rimanderebbe a una scala domestica e residenziale di cui ormai l’ambito urbano ha diffusamente rinunciato. La demolizione di tutti i tramezzi ai piani, l’alleggerimento della copertura con elementi in acciaio, legno e vetro determinano un generale alleggerimento della struttura. L’idea della proprietà oltre alla necessità di adeguare l’edificio alle normative in vigore (barriere architettoniche e prevenzione incendi) e a una importante riqualificazione energetica era quella di aggiungere valore in un immobile che per la sua collocazione urbana e potenzialità volumetriche non era ancora spresso. 
A L22 è stato richiesto di individuare nell’immobile, senza stravolgerlo, le opportunità di valorizzazione. Alcuni elementi originali rappresentano le opportunità da cui ridisegnare la presenza e l’immagine dell’edificio. In tal senso sono stati individuati alcuni elementi di potenziale rinnovamento molto interessanti, fra tutti l’atrio al piano rialzato e il piano copertura. Il valore che si andava cercando era già presente nell’immobile: si trattava solo di estrarlo per poi ricollocarlo nelle posizioni ritenute migliori e coerenti con la valorizzazione commerciale dell’immobile.
Questa interpretazione ha aperto un immaginario legato alla scoperta delle pietre preziose e della loro lavorazione per poi essere incastonate altrove assumendo carattere e valore differente. 
Dal punto di vista della valorizzazione dell’immobile l’intervento più significativo è quello teso alla creazione del nuovo volume e al suo rinnovato utilizzo.
L’impatto del nuovo volume in copertura sulle visuali simboliche non altera i rapporti e si inserisce nella logica di ampliamenti e sopralzi che hanno caratterizzato tutte le recenti ristrutturazioni sulla via. Il progetto si è orientato nella introduzione di nuove superfici e nuovi spazi che arricchiscono l’offerta commerciale ma anche e soprattutto una maggiore godibilità delle relazioni visuali tra l’edificio e
il contesto. L’operazione volumetrica arricchisce l’edificio di un piano attico e di un terrazzo fino a ora inaccessibili, scoprendo una veduta panoramica sulla città storica (Duomo, Castello, San Marco) e nuova (City Life e Porta Nuova). 
Si sono conservati sulla via dell’Annunciata quei caratteri tipologici tipici del razionalismo italiano (finitura a intonaco fugato, serramenti ad oblò nel
basamento, volumi curvi e piani differenti di facciata) sui quali innestare l’elemento di novità trasparente che si sviluppa verso il cielo andando ad occupare gli spazi lasciati liberi da terrazze e copertura.

La riqualificazione energetica dell’edificio è stato il primo obiettivo della proprietà che intende riposizionare l’immobile sul mercato con nuove performance energetiche adeguate alle recenti normative. La riqualificazione consiste nella
realizzazione di opere puntuali e in relazione tra loro, volte al contenimento dei consumi, alla riduzione delle emissioni di fattori inquinanti, utilizzando in
maniera ottimale le risorse di energia. Gli interventi di riqualificazione sono la coibentazione della copertura, la sostituzione dei serramenti, le facciate continue con montanti e traversi strutturali, vetrocamera e nuovi impianti tecnologici per la
produzione di calore e di raffrescamento collocati in copertura.
Il progetto è stato realizzato in Building Information Modeling (BIM: Modello d’Informazioni di un Edificio) ovvero attraverso il processo di sviluppo, crescita e analisi di modelli multi-dimensionali virtuali generati in digitale per mezzo di programmi su computer. Il ruolo di BIM nell’industria delle costruzioni è di sostenere la comunicazione, la cooperazione, la simulazione e il miglioramento ottimale di un progetto lungo il ciclo completo di vita dell’opera costruita.Crediti fotografici: Lombardini22
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