VIA CHIESE 74 - WORK IN PROGRESS

Il progetto di ristrutturazione ripensa in modo completo un edificio costruito nei primi anni ’80 di scarsa qualità architettonica, ormai datato dal punto di vista energetico e distributivo. Un progetto quindi che ridà al tessuto urbano in oggetto un immobile nuovo e contemporaneo, congruo al rapido sviluppo dell'area in questione, resa recentemente più strategica dall'apertura della fermata metropolitana di Ponale. Un altro punto che il progetto pone in primissimo piano è la plusvalenza nel funzionamento energetico di tutto l'immobile avendo l'obiettivo di raggiungere standard di eccellenza. La scelta architettonica e distributiva è stata quella di spostare il baricentro di connessione al tessuto urbano verso la stazione delle metropolitana e verso viale Fulvio Testi con un adeguamento volumetrico delle due reception al pianoterra; di mantenere la giusta importanza della zona a verde attualmente visibile anche da strada e di ripensare soprattutto la flessibilità degli spazi interni ad uffici nonché il sistema dei fronti, per adeguarli alle necessità attuali di risparmio energetico e di isolamento acustico. Il tutto riproporzionando e ricalibrando la composizione dei vari volumi scomponendo l'edificio e arrivando ad una configurazione molto più leggera ed articolata.
Il progetto prevede la realizzazione inoltre di una nuova guardiola d'angolo tra viale Fulvio Testi e via Chiese interamente posizionata su suolo di proprietà. La guardiola si pone in prua rispetto all’immobile componendosi in un sistema complesso di vetro trasparente e lamiera presso piegata assieme alla recinzione della proprietà dell’immobile stesso. Una pensilina in aggetto rispetto alla zona “sicura”, ma sempre su terreno di proprietà si sporge su Viale Fulvio Testi proteggendo gli ospiti dell’immobile; lo stesso sistema pensilina-recinzione protegge e scorta chi deve entrare nell’edificio fino alle due hall posizionate in continuità con i due corpi scala principali.
La nuova facciata sarà in doppio vetro camera strutturato da terra a soffitto per esasperare al massimo la trasparenza dell'involucro e permettere piena connessione visiva tra ambienti lavorativi e ambiente esterno. Al disegno dei vari moduli vetrati si sovrappone una livello compositivo delineato da imbotti orizzontali e verticali in alluminio anodizzato atti a frammentare le dimensione dell’edificio. Tali elementi vanno in aggetto rispetto al filo facciata di progetto di 30cm.Crediti fotografici: Park Associati
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