PRYSMIAN HQ

La vasta struttura è composta da quattro corpi di fabbrica intervallati a loro volta da due serre bioclimatiche: spazi vetrati a tripla altezza caratterizzati dalla presenza di aree verdi, luoghi di relazione e sistemi di collegamento orizzontali e verticali che connettono tra loro i vari corpi di fabbrica destinati agli uffici. L’edificio nella sua forma originale era stato realizzato nel 2001, con l’obiettivo di preservare la memoria del suo passato industriale attraverso il mantenimento e la ristrutturazione dell’involucro edilizio, ricreando con la stessa tecnologia costruttiva alcune parti nuove mancanti e recuperando le vecchie strutture esistenti rivestendole con una nuova pelle.
Nel 2011 Prysmian Group, leader mondiale nella realizzazione di cavi per applicazioni nel settore dell’energia, delle telecomunicazioni e di fibre ottiche, decise di presentare un progetto di riconversione dell’area molto ambizioso che prevedeva il suo riutilizzo e recupero come sede degli uffici e dei laboratori. Il complesso edilizio avrebbe quindi conservato la sua vocazione produttiva ma doveva necessariamente rimodificarsi per adattarsi alle nuove necessità d’uso anche in funzione delle nuove esigenze energetiche e ambientali. La conservazione dell’immagine, degli ingombri e delle geometrie iniziali dell’intero complesso è stata quindi rivisitata secondo le mutate esigenze d’uso e in funzione di una sostenibilità ambientale ormai irrinunciabile. Il progetto di Maurizio Varratta ha previsto di ripartire in maniera diversa la superficie edificabile liberando e svuotando le campate del fabbricato: attraverso questo processo di diradamento e all’introduzione di coperture vetrate, si è ottenuto un miglior sfruttamento della luce solare. Il nuovo edificio non consuma suolo vergine, segue i principi del “costruire sul costruito”, utilizza anche parte delle vecchie fondazioni, non ha parti interrate e quindi non sono stati necessari nuovi scavi. I materiali con cui è stato costruito sono in parte riciclati e tutti riciclabili.
A caratterizzare la sede milanese di Prysmian Group concorrono soprattutto le serre a tripla altezza, di collegamento con i blocchi uffici. Con queste oasi verdi completamente fruibili si ottengono sensibili vantaggi legati all’illuminazione naturale, alla regolazione del microclima e migliori prestazioni energetiche complessive. Le serre contribuiscono in modo significativo al miglioramento della qualità del lavoro in team, attivando dinamiche flessibili e informali in cui la relazione professionale cresce grazie al dialogo, alla collaborazione e al benessere ambientale. La copertura delle serre è costituita da una struttura a falde inclinate tamponata con dei serramenti in alluminio caratterizzati da ampie vetrate; le falde rivolte a nord favoriscono l’illuminamento naturale, senza apporto di calore, dei blocchi ufficio che si affacciano su di esse e sono dotate di parti apribili per favorire nella stagione estiva il raffrescamento naturale. Le falde rivolte a sud sono caratterizzate dalla presenza di lamelle frangisole orientabili controllate meccanicamente in modo da favorire l’illuminazione naturale e nel contempo ridurre l’irraggiamento solare diretto e il relativo apporto di calore. All’intradosso le superfici vetrate di entrambe la falde sono equipaggiate con tende a rullo avvolgibili meccanicamente che hanno la funzione di schermare e regolare la luminosità e l’abbagliamento.
La consulenza di DEGW per l’interior design, lo space planning e la scelta degli arredi dialoga in modo armonico con l’architettura essenziale, minimale, tecnologica firmata dallo studio Varratta, a partire dai materiali scelti: vetro, alluminio anodizzato, acciaio inox, metacrilato. Lo stile dell’arredo volutamente sobrio si accende di colore nelle zone informali e nelle serre, dove la luce naturale ne esalta le cromie, valorizzandole. Il building ha rappresentato anche l’occasione per innovare le modalità legate al modo quotidiano di lavorare.

Foto di Dario Tettamanzi
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