OSLAVIA

L'edificio, sede di un'importante società farmaceutica, sito in una zona semi-industriale, ma vicina al polo tecnico universitario, si sviluppa all'incrocio tra due vie su sette piani fuori terra e due piani interrati. Questi ultimi occupano integralmente, se si considerano anche gli spazi funzionali aperti, l'area della proprietà. Ben areati ed illuminati, serviti anche da scale esterne e da un'imponente rampa veicolare, ospitano – oltre all'autorimessa – laboratori e locali per la ricerca scientifica, dotati di attrezzature e supporti tecnologici avanzatissimi. Al piano terreno si trova l'ampio atrio affacciato sulla piazzetta, con annessi locali di controllo e di attesa, salone e sale meeting per convegni e riunioni e uffici per le relazioni esterne. Nei sovrastanti cinque piani son concentrati i locali per gli uffici tecnici integrati, gli studi e le ricerche. Gli ultimi due sono i pian tecnici e la copertura dove trovano posto i diversi sofisticati impianti.
Il volume emergente dal suolo è un perfetto parallelepipedo a pianta rettangolare i cui lati maggiori percorrono tutta la lunghezza del terreno dal confine nord a via Oslavia. Realizzato con strutture tutte in c.a. secondo la tecnica "béton banché", l'edificio si presenta con aspetto formale e materico differente nelle tre facciate principali, in funzione dell'orientamento e della destinazione interna. Quella principale, che prospetta sulla piazzetta, lunga più di sessanta metri, esposta a ovest è caratterizzata da un rivestimento a "doppia pelle" in cristallo blu che si giustappone ininterrottamente, con funzioni isolanti, alla finestratura continua degli uffici. Nella parte alta dell'edificio, sulla destra, la "doppia pelle" continua anche sopra la "scatola" del gruppo scale-ascensori-servizi e termina il suo percorso portandosi a sbalzo sulla via Oslavia. La doppia pelle è intersecata in senso orizzontale da marcapiani in alluminio e, in sommità, da una larga fascia di vetro serigrafato bianco che attraversa tutta la facciata fino all'estremità dello sbalzo conferendole un sensazionale dinamismo.
Nella facciata corta su via Oslavia, una parete a pianta arrotondata rivestita in lamiera ondulata di alluminio nasconde i balconi di testata della scala e le tubazioni esterne degli impianti. La fessura centrale che dall'alto in basso si apre con un provocatorio taglio ricurvo, vuole essere un segnale di contrapposizione al rigore formale della facciata principale. L'alluminio viene ancora ripreso nella contigua facciata sul cortile, questa volta sotto forma di lastre sagomate, in modo tale da mettere in rilievo la specchiatura finestrata rispetto all'intelaiatura strutturale. Questo lato secondario dell'edificio, assume un aspetto gradevolmente semplice che si accorda sia con la trasgressiva attigua facciata sia col "parterre" contrassegnato da parapetti e muri in cemento a vista. La scelta dei materiali, facciate in cristallo e lamiera ondulata in alluminio, zoccolatura in serizzo e la composizione stessa dell'edificio celano la destinazione industriale insediata.Crediti fotografici: PRP Architettura
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