MAC 567

"Blu, verde, rosso e trentaquattro sottotonalità: questa la gamma colori che caratterizza i tre edifici a destinazione ufficio in piazzale Maciachini, a Milano, progettati dallo studio berlinese Sauerbruch & Hutton.
MAC 567, così si chiama il complesso, nasce sull’area della dismessa azienda farmaceutica Carlo Erba, ed è caratterizzato da una facciata courtain wall studiata con moduli lineari prefabbricati di 4 metri di altezza per 1,50 di larghezza, che esaltano la verticalità dei piani. Ogni modulo è formato da sei sottomoduli di dimensioni 50 cm per 200, ognuno caratterizzato da una differente colorazione.
Ogni modulo da 1,50 cm per 4 metri costituisce una cellula prefabbricata che comprende anche una facciata tradizionale interna.

Il doppio rivestimento con lamelle on-off
L’involucro di facciata è quindi doppio. Internamente è costituito da un carter tradizionale in alluminio e in vetro, ad alte prestazioni termiche e acustiche. I vetri della facciata più interna hanno la seguente stratificazione: 8 mm di vetro trasparente e temperato, basso emissivo con una trasmittanza pari a 1,4 W/m2K, camera d’aria di 18 mm e un vetro più interno accoppiato 6+6 mm con foglio di separazione in PVB. Gli standard di isolamento acustico, determinati dal D.P.C.M. 5.12.1997, prevedono un isolamento di 42 dB in facciata. Mentre sono considerati ininfluenti gli effetti della vetrata di rivestimento esterno, per ottimizzare le prestazioni acustiche della facciata, all’interno dei pannelli che formano il parapetto fisso è stato inserito del materiale fonoisolante.
Il lato esterno, con funzione di schermatura, è costituito da vetri singoli di 12 mm serigrafati e comandati elettricamente che, a gruppi, ruotano sull’asse verticale. Il posizionamento delle lamelle in vetro varia a seconda del variare del sole, il movimento è infatti comandato da sensori di luminosità posti in facciata; in questo modo viene ottimizzato al massimo l’utilizzo della luce solare per l’illuminazione degli ambienti interni. Sono 2200 i motori che movimentano le circa 20.000 lamelle presenti. Questa soluzione a doppio involucro, con la facciata esterna costituita in parte da lamelle apribili, garantisce notevoli effetti di risparmio energetico, combinando l’effetto della ventilazione forzata attivata meccanicamente con la ventilazione naturale garantita dall’apertura delle lamelle. L’effetto brise soleil è garantito dalla colorazione delle lamelle ottenuta con serigrafia sulla parte interna, realizzata con una puntinatura di cerchi trasparenti, di qualche millimetro di diametro, su una superficie colorata. Questo trattamento consente sia l’effetto schermante e allo stesso tempo permette la visuale esterna attraverso i vetri.

Multicromie e ambiente
L’involucro è caratterizzato da un uso particolare del colore con un effetto finale che deriva non solo dall’accostamento cromatico dei singoli moduli nella cellula ma anche dal posizionamento delle lamelle in facciata, in versione aperta o in versione chiusa. Il risultato è una facciata molto vibratile e mai identica a se stessa.
Le tonalità scelte per la colorazione dei moduli sono le declinazioni del rosso, del verde e del blu e derivano da uno studio cromatico eseguito dai progettisti nel preciso contesto. Il rosso, e derivati, è il colore predominante nello storico quartiere che ruota intorno a piazzale Maciachini, caratterizzato da case fine Ottocento, il verde è il colore del parco in progetto e che verrà realizzato all’interno del complesso, il blu è il colore del cielo. I progettisti, che hanno fatto dell’uso del colore in architettura l’elemento distintivo del loro modo di progettare, hanno scelta la strada della mimesi e dell’integrazione con il contesto. Dal diverso accostamento cromatico dei singoli moduli da 50 per 200 cm di altezza sono risultate 70 cellule che si diversificano per la composizione e il disegno finale. Risulta così molto difficile riuscire a trovare l’elemento uguale all’altro nel variegato schema compositivo generale.

I vantaggi del prefabbricato
Senza ponteggi e solo con l’utilizzo della gru è stata realizzata la facciata curtain wall del MAC 567. Le cellule prefabbricate, costituite dal rivestimento esterno colorato e da quello interno tradizionale, sono infatti appese con staffe regolabili alla soletta strutturale.
Ogni singola cellula ha un peso di 600 kg e la movimentazione è stata effettuata con una gru con portata di 1800 kg. La prefabbricazione ha reso diversi vantaggi, oltre alla velocità del montaggio. Ha infatti semplificato enormemente le operazioni in modo da poter utilizzare in cantiere personale non altamente specializzato, con risparmio quindi di costi di manodopera. La semplificazione del montaggio è legata anche alla possibilità di regolare il sistema di aggancio della singola cellula alla soletta.
Tutte le operazioni sono state velocizzate e l’installazione delle singole cellule, quasi just in time, ha risolto il problema di reperimento di aree di stoccaggio all’interno del cantiere. Inoltre la tecnologia adottata ha permesso di eseguire le lavorazioni su più piani contemporaneamente.

Flessibilità interna
La facciata è stata studiata con una modularità di un metro e mezzo. Questo comporta una grande flessibilità nella distribuzione interna, infatti le tramezzature di divisione degli uffici possono essere posizionate ogni 150 cm con la possibilità di realizzare uffici di piccolo taglio, utilizzando quindi il doppio modulo con larghezza di 3 metri, oppure uffici più grandi fino all’open space. La flessibilità interna degli edifici per uffici è una esigenza particolarmente attuale quando gli interventi vengono gestiti da società immobiliari e di sviluppo del territorio che poi affittano o rivendono il realizzato senza conoscere a priori le esigenze dell’utilizzatore finale. Gli edifici devono essere quindi studiati per essere flessibili e lasciare aperte varie possibilità distributive interne per rispondere alle diversificate esigenze di chi occuperà in seguito gli ambienti.Abbandonato il più tradizionale impianto parallelepipedo, i tre edifici a destinazione terziaria si sviluppano in pianta con forme sghembe formate da linee orientate secondo l’andamento del lotto. Questo comporta una dislocazione non uniforme degli impianti di risalita e dei blocchi servizi. La distribuzione impiantistica interna avviene secondo una tipologia ormai collaudata negli edifici a uso terziario, cioè nella controsoffittatura ispezionabile anche’essa studiata sulla modularità della facciata.
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