MADA BUILDING

BNP Paribas REIM Sgr e Il Prisma presentano “MADA Building”, esempio di eccellenza nella riqualificazione urbana. L’edificio, frutto di un complesso intervento di ristrutturazione, rappresenta uno dei principali interventi di riqualificazione urbana realizzati oggi nell’area di Via Tortona a Milano.

Entrato nel 2006 all’interno del portafoglio del Fondo “Immobiliare Dinamico”, l’immobile ha subìto una trasformazione radicale grazie a un investimento diretto del valore di 12 milioni di euro che ha consentito di realizzare un prodotto immobiliare all’avanguardia sotto il profilo architettonico e tecnologico.

Il team di progettazione dello studio di architettura Il Prisma, incaricato dello sviluppo dell’operazione a partire dall’ideazione del concept fino alla gestione delle opere di costruzione, si è posto come obiettivo quello di dare nuova linfa ad un immobile, studiando una soluzione flessibile e riconfigurabile nel tempo.
Si è scelto di immaginare il sistema centrale costituito da ingresso, scale, ascensori, sbarchi e collegamenti come snodo per l’unità del layout planimetrico. Il piano terra garantisce all’ immobile caratteristiche di multifunzione: lo spazio a doppia altezza si presta ad ospitare anche attività complementari/diversificate come showroom, ristorazione, fitness. Anche il livello copertura sarà dedicato ad accogliere funzioni di rappresentanza, grazie alla realizzazione di un roof-garden attrezzato con spazi di servizio (sky bar).
Il tema dell’ingresso principale e della sua visibilità ha spinto i progettisti ad investire in una soluzione che fosse allo stesso tempo gesto e funzione: nasce così un portale vetrato che si sviluppa su quattro livelli ed introduce al foyer interno, un Landmark che punta a rendere iconico l’immobile.
Gli spazi di fronte alla nuova configurazione della piazza sono caratterizzati da curtain-wall vetrati, mentre tutte le altre porzioni sono state progettate con un doppio sistema di livelli, ovvero superfici trasparenti integrate con volumi mono-materici aventi funzione di schermatura solare e, contestualmente, protagonisti del disegno delle facciate. Nel dettaglio tali elementi definiscono cornici opache sagomate per risultare monoliti sospesi su una base di cristallo; frangisole lamellari svettanti quasi trenta metri e pensiline reticolari a sbalzo che a livello della copertura armonizzino lo skyline dell’immobile. Anche lo sviluppo costruttivo del portale d’ingresso, una quinta alta quanto tutto l’edificio rivestita in acciaio Corten e bucata da un tunnel vetrato di sei piani, concorre all’idea che le soluzioni stilistiche debbano sempre e comunque ad essere partecipi di una innovazione concettuale, in cui il tecnicismo assolve ruolo di veicolo e non di fine ultimo dello sforzo.
L’acqua di falda viene sfruttata come risorsa energetica per gli aspetti tecnologici (free-cooling), ma anche come elemento scenico che mette in luce le caratteristiche green dell’intervento, certificato LEED; trasportandole in forma, ovvero in un’ampia vasca alla base dell’edificio.

Il prisma ha, pertanto, orientato il proprio lavoro seguendo quattro driver che possono essere identificati come i fattori di successo dell’intervento:
- Una pianificazione strategica mirata. Indagando in primo luogo sulla prospettiva di contenuti dell’offerta rispetto al mercato, sono stati esplorati diversi scenari multifunzionali compatibili con la location, si è riconfigurato l’immobile a livelli orizzontali dedicando solo la porzione centrale ad uso ufficio, mentre il piano terra a doppia altezza e l’ultimo piano sono predisposti per accogliere ambienti per attività ancillari. Gli spazi interni, così come le dotazioni impiantistiche, sono stati modulati per essere sezionabili in tagli variabili secondo le esigenze di locazione, inseguendo un mix funzionale che abbandoni la logica della torre direzionale che aveva caratterizzato l’immobile negli anni precedenti. Le linee guida della strategia di riqualificazione hanno, inoltre, orientato gli sforzi verso una progettazione volta all’ottenimento di alte prestazioni in termini di comfort e di consumi energetici.
- Un approccio multidisciplinare. Ovvero la capacità di porsi una moltitudine di domande con l’obbiettivo di inseguire e proporre una risposta non deludente, il tutto basandosi non sul protagonismo di una voce solista, ma sulla collaborazione di un’orchestra varia e multidisciplinare.
- La ricerca e l’innovazione. Rifiutando la consuetudine di un tessuto urbano regolato da una stretta logica di cortina stradale, il progetto restituisce alla città uno spazio di contatto ibrido tra pubblico e privato.
- Una progettazione sostenibile. Ricordando la tradizione dei navigli milanesi e la disponibilità di falda come fonte rinnovabile a cui attingere, l’impianto termo-meccanico del palazzo attinge, attraverso un sistema di pozzi, all’acqua presente nel sottosuolo sfruttandola come fluido a servizio degli apporti idrico-sanitari e di climatizzazione. Piantumazioni verdi estensive sia in copertura che nelle aree semipubbliche a livello stradale abbattono gli effetti “isola di calore”.Tutti questi aspetti, unitamente alla gestione dei consumi, sono regolamentati da procedure LEED che governano sia la fase di progettazione che quella di realizzazione al fine di certificare un immobile ecologicamente sostenibile e dalle performance e volute.

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