COMPLESSO RESIDENZIALE IN LUTZOWSTRASSE

"Il complesso residenziale in Lutzowstrasse progettato dalla Gregotti Associati è parte del grandioso ed intricato meccanismo di recupero e consolidamento urbano promosso dall'Iba, Esposizione Internazionale di Architettura di Berlino, 1987. L'Iba in pochi anni è riuscita a realizzare un colossale intervento sul centro storico berlinese, ricostruendo intere parti distrutte nell'ultima guerra, e risanandone altre in grave stato di degrado e abbandono. Un'operazione di questo tipo, portata per di più a termine in tempi relativamente brevi, non poteva certo compiersi in modo perfettamente lineare, ed infatti 1'Iba ha risentito fortemente delle vicende cittadine, riflettendo nelle scelte e nei risultati il travaglio politico e sociale della metropoli berlinese. Da questo punto di vista il progetto di Gregotti riproduce in modo esemplare la storia dell'Iba, i suoi meriti e i suoi limiti; si può anzi dire che rappresenta, in piccolo, una vicenda che ha per minimo comun denominatore la nozione di frammento.
Il complesso è infatti un frammento di un progetto più ampio, che si inserisce in un'operazione come quella dell'Iba che opera per frammenti, in una città, Berlino ovest, che è a sua volta un frammento di una città più ampia. L'intervento realizzato, consistente in un edificio residenziale sulla Lutzowstrasse, è decisamente riduttivo, e forse anche poco comprensibile rispetto al progetto vincitore del concorso indetto dall'Iba, che prevedeva la ricomposizione dell'intero isolato gravitante tra la Lutzowstrasse e il Landweherkanal. I1 progetto vincitore includeva: il consolidamento di cinque edifici in linea, poi diventati quattro, mediante la realizzazione di un edificio di testata in grado di creare un fronte stradale sulla Lutzowstrasse; la creazione di una testata simmetrica dietro agli edifici in linea, in modo da creare una piazza interna all'isolato, affacciata sul Landweherkanal e delimitata dalla testata interna, da un edificio ad essa ortogonale e da uno specchio d'acqua posto in corrispondenza dell'allargamento del Landweherkanal; la ricomposizione edilizia attorno all'impianto di pompaggio interno all'isolato; la localizzazione di strutture di servizio nella punta triangolare dell'isolato che si affaccia sulla Lútzowplatz.
La parte realizzata si è ridotta all'edificio di testata lungo la Lutzowstrasse; per il resto, il progetto è stato oggetto di forti pressioni politiche che hanno portato pian piano a snaturarne la logica unitaria, sostituendola con una serie disorganica di interventi affidati ad architetti locali. Uno degli aspetti meno positivi dell'Iba è proprio questo: non avendo potere decisionale, l'Iba ha affidato i singoli interventi a gruppi di progettazione selezionati attraverso concorsi internazionali, e poi ha dovuto fare i conti con la logica brutale delle cose, venendo a patti e facendo compromessi con il potere politico e i gruppi economici coinvolti nel programma di ricostruzione, pur di portare avanti il programma nel suo complesso. E i compromessi non hanno riguardato solo le scelte urbanistiche, cioè la localizzazione di uno spazio verde al posto di un condominio, ma anche l'aspetto edilizio vero e proprio, dal momento che gli architetti vincitori sono stati messi semplicemente in contatto con le imprese realizzatrici, poco o nulla interessate ai fasti dell'architettura e ben decise a rientrare nei ferrei budget dell'edilizia economica e popolare.
Di qui una vera e propria lotta, isolato per isolato, edificio per edificio, che ha visto impegnati Iba e architetti da un lato, e potere politico e imprese dall'altro; se il risultato globale è decisamente positivo, è anche vero che i contrasti tra gli interessi in gioco hanno determinato esiti a volte molto lontani dagli obiettivi iniziali, e anche qualche spargimento di sangue. Nonostante i dolorosi tagli sofferti, il complesso progettato da Gregotti è uno degli interventi più riusciti e significativi tra quelli realizzati dall'Iba, e riesce ad affermare con la propria forza e compostezza l'intenzionalità urbana di cui è permeato.
L'obiettivo principale del progetto originale era l'affermazione di un principio insediativo urbano basato sul rapporto tra edificio e strada; non potendo più ricostruire l'antico tracciato dell'isolato, distrutto dai bombardamenti e compromesso da nuovi fabbricati incoerenti con l'edificazione chiusa preesistente, il progetto si basava su una serie articolata di interventi tesi a ricostruire un'immagine urbana complessiva dell'isolato. Il frammento realizzato compie quest'opera di consolidamento su una porzione della Lutzowstrasse, inglobando una serie di stecche di matrice funzionalista con una struttura edilizia che, oltre a ricostruire i rapporti tra strada ed isolato, individua un preciso sistema di gerarchie spaziali.
Il complesso, che conta in totale 44 alloggi destinati all'edilizia sovvenzionata, si basa su due elementi principali: le torri angolari e i portali. Le torri, più alte di un piano, costituiscono l'elemento di irrigidimento dell'intervento e marcano l'innesto degli edifici retrostanti con il fronte stradale; i due portali, segnalati da un cambiamento di materiale che accentua e sottolinea il loro essere "appoggiati" alla struttura muraria, costituiscono l'elemento di permeabilità, mettendo in comunicazione la strada con gli edifici retrostanti e il Landweherkanal. I materiali utilizzati; il metallo e il mattone faccia a vista, sono un riferimento preciso alla storia di Berlino e alle vicende architettoniche legate alla grande città operaia.
La nitida geometria degli edifici denota invece quella che è la principale caratteristica del lavoro di Gregotti, cioè l'utilizzo del reticolato geometrico proprio dell'architettura razionalista secondo una strategia che giustamente Kenneth Frampton, facendo riferimento anche ad altri illustri neorazionalisti, ha definito minimalista. Una semplicità solo apparente, perché il risultato complessivo è un'opera di grande forza e tensione, in grado di testimoniare attraverso un singolo frammento la straordinaria capacità di un'architettura fondata sul principio insediativo e sul controllo dei volumi più che sulla caratterizzazione estetica delle facciate.
Osservando da vicino l'opera realizzata, è avvertibile una straordinaria cura degli aspetti costruttivi e dei dettagli architettonici, che sembra quasi miracolosa tenendo conto delle travagliate vicende dell'Iba e dei ferrei vincoli di costo propri di questi interventi. Confrontando questo edificio con altri analoghi, in cui i medesimi vincoli hanno prodotto risultati inferiori o addirittura dolorosi quanto brutali tagli all'architettura e alle finiture, appare chiaro che la coerente realizzazione del progetto rispetto alle scelte originali non è certamente casuale, ma è il frutto di una grande capacità di controllo sul processo costruttivo.
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