CAMPUS MONNERET

Il progetto ha previsto il recupero/ricostruzione di un vecchio studentato in zona Lambrate, a Milano, con l'obiettivo di realizzare un nuovo ed efficiente complesso residenziale studentesco e di risolvere una serie di criticità legate al manufatto esistente, tra cui quelle relative al consumo energetico. La struttura è composta da tre edifici di diverse altezze uniti da un corpo centrale all’interno del quale è presente la reception, mentre al piano terra dei vari edifici sono collocate le aule studio, informatizzate, la palestra e le zone relax. 
Gli interventi sono stati finalizzati ad incrementare il numero dei posti per studenti fuori sede con soluzioni abitative temporanee di qualità ed economicamente accessibili, cogliendo anche l’occasione per affrontare il rapporto dell’edificio con il contesto in cui si inserisce e per proseguire il lento lavoro di riqualificazione dell’area tra Rubattino, Lambrate e il Quartiere Feltre.
Grazie al progetto di GaS Studio l’edificio, oggi, ha una nuova impostazione dei pieni e vuoti, un’altezza maggiore ed una nuova facciata: tutti accorgimenti che lo legano maggiormente da un lato agli edifici in mattoni a vista del Quartiere Feltre e dall’altro alla morfologia urbana circostante, caratterizzata da un’improvvisa densificazione del costruito, proprio al limite tra città e periferia.
Campus Monneret  è, infatti, il primo edificio che si incontra arrivando a Milano da Est. Per questo, oltre che per aumentare la quantità di alloggi per gli studenti, si è scelto di aumentare l’altezza del fabbricato, orientato, peraltro, nella direzione del flusso viabilistico principale, in modo da sottolineare l’entrata in città di chi arriva in automobile a velocità sostenuta.
I materiali e il disegno scelti per le facciate, al contrario, rispondono alla necessità di conferire un carattere urbano a un edificio che, per tipologia ( una stecca trasformata in “L”) e posizione, rischiava di restare emarginato.  Perciò, si è scelto di disegnare la facciata su strada con aperture alte e strette, evidenziate da una cornice in legno, che in certi punti diventano oversize e racchiudono più di un’apertura. Verso l’interno, invece i materiali sono invertiti: facciata rivestita in legno, aperture alte e strette, ma incorniciate con un rivestimento bianco, talvolta oversize. Grazie al trattamento diverso dei due fronti, l’edificio è sia in grado di confrontarsi con la strada a scorrimento veloce e l’ambiente periferico,  sia con la parte urbanizzata di cui è l’ingresso. L’intero isolato, infatti, instaura un dialogo più armonioso con gli spazi aperti e pubblici che lo circondano e, di conseguenza, con gli studenti che ci abitano.Crediti fotografici: Stefano Gusmeroli



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