ARCADI - MUSEO PER LA COLLEZIONE DEL COMPASSO D'ORO ADI - WORK IN PROGRESS

Il progetto di trasformazione in Museo della ex Centrale Enel di Porta Volta, si muove nel rispetto delle caratteristiche architettoniche dell’edificio. I contenuti dell’esposizione sono l’elemento generatore di tutto il progetto. Un progetto pensato per rivolgersi a pubblici diversi e concepito per tempi di fruizione e per fasce orarie d’uso differenti: un luogo da esplorare, un luogo dove voler tornare. Concepito secondo i criteri propri di una mostra permanente e non temporanea, il progetto è contaminato da una serie di strumenti multimodali per offrire ricchezza di piani di lettura, di racconto e di percorso, all’interno di scenografiche e memorabili prospettive diverse.  

Un progetto a densità variabile
Il progetto vuole offrire una visione complessiva della collezione attraverso la costruzione di un “paesaggio” di design con ricchezza di vedute, implementabile e mutabile nel tempo. Nel progetto tutti i pezzi della collezione sono a vista permettendo al visitatore di entrare in un viaggio trasversale nel mondo del design. Un progetto flessibile progettato per una densità variabile, che potrà man mano mutare nel tempo, al conferimento dei nuovi premi. Un segno leggero che identifica una sorta di grande “cassettiera d’archivio” il tratto costante e flessibile di supporto e di racconto. Cassetti a vassoio di esposizione, in misure diverse, agganciati a montanti in profilato metallico, ospitano, a parete, gli oggetti della collezione a costruzione di una ricca e completa esposizione densa e fortemente evocativa. I cassetti a vassoio sono pensati in diverse scale dimensionali (XS,S,M,L,XL) e il loro posizionamento è facilmente variabile per nuove configurazioni, con semplicità d’aggancio e di trasporto con transpallet.
Lungo il lato sud corre una passerella in quota +2.70, che permette di accostarsi ai prodotti posizionati anche nella parte superiore che appartengono a categorie di piccole dimensioni e offre altri livelli di approfondimento. 

I protagonisti
La parete di fondo nel prospetto verso via Bramante, ospita sistemi di comunicazione multimediali di grande dimensione e impatto che affacciano attraverso i due grandi finestroni esistenti verso una porzione vivacemente frequentata della città che può così essere coinvolta anche in passaggi casuali.
Nel prospetto interno la parete di fondo rappresenta una quinta importante di definizione dello spazio, attraverso un suggestivo fondale dedicato ai padri fondatori e animato dalla dinamica presenza di una doppia linea di schermi, una verticale e una orizzontale, dedicata ai premi alla carriera alle persone e alle aziende e ai Premi Internazionali.  
Nella parte centrale un tavolo lungo 25 metri, ripartito in 4 segmenti per permettere agevoli passaggi, sottolinea con la forza di un segno l’andamento longitudinale della navata e definisce un luogo importante di racconto per acquisire o condividere informazioni e conoscenze. La didattica e la sperimentazione possono essere qui concepite come parti attive del sistema espositivo e trovano intorno a questi tavoli momenti di incontro e condivisione anche per gruppi , piuttosto che momenti individuali di ricerca. I libri, i documenti e le immagini contenute nei cassetti sottostanti, grazie a semplici sensori di rilevamento/tag, permettono di attivare sul piano racconti multimediali di approfondimento. La storia del design attraverso le scelte critiche delle giurie, in connessione ai loro periodi storici. Un racconto che si arricchisce di interazioni e collegamenti con le pareti espositive, attraverso una regia di luce e multimedialità che permette di evidenziare e mettere in relazione i singoli pezzi esposti. Dati, dimensioni, quantità...quali strumenti di indagine di una così ricca e unica collezione del design. 
Ai lati della balconata, che recinge i reperti industriali degli impianti elettrici della primitiva centrale, ci si affaccia verso lo spazio deposito, potendo sfruttare una serie di periscopi tecnologici che mettono in connessione con quest’area: strumenti avanzati, capaci di far vedere, ma anche di raccontare in modo multimediale la ricchezza dei materiali in deposito incoraggiando il visitatore nel suo percorso di scoperta.

Crediti fotografici: Ico Migliore, Mara Servetto, Italo Lupi
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