PALAZZO LOMBARDIA

Un cantiere di eccellenze, per tempistiche esecutive, tecnologie innovative, ecoefficienza e con il primato dell’edificio più alto d’Italia, la famosa torre di quarantadue piani e 161,30 metri di altezza: questo è l’Altra Sede; il progetto infatti si inserisce in un piano più vasto, il PII Garibaldi Repubblica di cui è parte integrante condividendo gli standard urbanistici, tra cui il grande parco a verde di 100.000 metri quadri. ASRL è un cantiere complesso che presenta soluzioni innovative studiate appositamente per risolvere quelle problematiche specifiche legate all’altezza dell’edificio e alla particolare forma sinusoidale.
La forma curva condiziona enormemente il cantiere: dai controsoffitti e i pavimenti all’arredo, alle parti strutturali e di facciata. Per questo motivo sono moltissimi i pezzi speciali che permettono il mantenimento della geometria di progetto.
Sarebbe però sbagliato pensare ad un cantiere gestito “su misura”. Anzi, la grande sfida è stata quella – all’interno degli edifici – di trovare una modularità che permetta di ridurre al minimo i pezzi fuori standard e concentrarli solo in aree ridotte (fili strutturali, in corrispondenza delle colonne, in direzione radiale), soprattutto per pavimenti e controsoffitti. Questo anche per ragioni di facilità di gestione e futura manutenzione / sostituzione. Tutto il fuori standard è stato rilevato e verificato in cantiere e ha generato un casellario in base al quale vengono realizzati, forniti e posati i pezzi speciali. I moduli di facciata, ad esempio, hanno una luce variabile compresa tra i 175 e i 180 cm circa; i moduli vengono posati in successione con scarti dimensionali anche solo di qualche millimetro, in modo che non sia percepibile alcuna differenza tra l’uno e l’altro e sia possibile garantire quella precisione di linea nel disegno della curva; ma anche in questo caso si è cercato di mantenere dei tipici e di compensare in maniera progressiva (di modo da non far leggere differenze) in corrispondenza di punti specifici.
Per quanto riguarda le strutture, cinque sono le situazioni significative: parti interrate, elevazioni dei corpi bassi, auditorium, elevazioni dell’edificio torre, copertura piazza.
Le parti interrate formano una piastra continua senza soluzioni di continuità o giunti interposti che coprono circa l’intera area del cantiere, perimetrato da diaframmi per il contenimento degli scavi.
Per ovviare alle difficoltà costruttive legate al fatto che in cantiere non esistono spazi di stoccaggio e per velocizzare tutte le operazioni, per la copertura delle parti interrate, che arrivano a una quota in negativo fino a circa 10 metri, si è optato per una soluzione sinergica tra travi in spessore in cemento armato e l’utilizzo di elementi prefabbricati alveolari messi in opera subito dopo lo scarico in cantiere. Non bisogna, inoltre, dimenticare che la particolare forma sinusoidale dell’impianto ha comportato la realizzazione di molti pezzi speciali per la compensazione delle parti circolari. Per questo motivo i solai alveolari sono dotati di un profilo laterale che consente la posa in autoportanza di lastre trapezoidali tralicciate, realizzate in c.a.v.

Per quanto riguarda gli edifici bassi, alti circa 40 metri, e che costituiscono la maggior parte di edificato del cantiere Altra Sede, fino a una quota di circa 12 metri si è proceduto con tecniche costruttive tradizionali con cemento armato ordinario, per ragioni legate alla presenza di un piano di scambio (fatta eccezione per l’edificio 6), cioè un cambio di asse delle colonne; da questa quota in poi, in virtù della regolarità della pianta costruttiva, si è potuto operare con sistemi prefabbricati che hanno permesso di velocizzare drasticamente il cantiere. Da quota +12 metri, l’intervento strutturale, quindi, ha previsto l’utilizzo del pilastro cerchiato misto (PCM), costituito da un tubo di acciaio a sezione circolare e con un’altezza multipiano in modo da coprire più piani dei corpi bassi. Agli interpiani e alle sommità, i PCM hanno mensole per l’appoggio di travi e solaio. Si è utilizzato un sistema a casseri metallici che sono stati posti in contemporanea, in modo da poter realizzare anche 3 o 4 piani per volta, successivamente sono state posate travi tralicciate metalliche, travi reticolari miste PREM con fondello di calcestruzzo, completate da getti in opera. Il sistema ha consentito tempi di realizzo estremamente brevi, in quanto la maggior parte di queste strutture, dal momento che lavorano in auto portanza, non ha bisogno di puntellazioni.

L’auditorium è caratterizzato da forti luci e questo ha privilegiato l’utilizzo di strutture metalliche con l’obbligo comunque di contenere gli spessori e l’impiego anche di cementi armati dando luogo a strutture miste acciaio-calcestruzzo. Le strutture in acciaio sono state poi rivestite con intonaci R 120’. La realizzazione della struttura dell’auditorium si è svolta, nonostante la complessità, senza intralciare le lavorazioni nell’ambito del cantiere e ha richiesto circa tre mesi di tempo.

Le strutture dell’edificio torre, che costituisce l’elemento più caratterizzante dell’intero complesso Altra Sede, sono interamente in calcestruzzo armato. Dell’edifico torre è particolarmente interessante il nucleo centrale, con le scale e i locali accessori di servizio, a “taglio resistente”, che si oppone alla forza del vento e anche a quella del sisma con una grande flessibilità strutturale. È noto che gli edifici alti per poter essere competitivi, dato il grande numero di risorse impiegate per la loro realizzazione, devono poter vantare tempi di esecuzione estremamente brevi. Quindi in questo caso, per la realizzazione di solai, dei pilastri e del nucleo ci si è mossi utilizzando sinergie e tecniche costruttive che ne hanno permesso la costruzione in tempi da record. Per quanto riguarda la costruzione della parte alta del nucleo sono stati utilizzati casseri rampanti già equipaggiati con pompa per calcestruzzo; i casseri si spostano grazie all’azione di martinetti idraulici e sono già provvisti di tutte le strutture di protezione per garantire la massima sicurezza agli operatori in quota. Il sistema autorampante è costituito da 45 mensole sulle quali sono installati 932 m2 di casseforme a travi, studiato appositamente per poter essere adattato alla geometria variabile della torre. Per quanto riguarda i solai della torre, sono stati utilizzati elementi modulari alleggeriti con sfere di polietilene, per ridurre i pesi mantenendo comunque un’elevata capacità portante. L’alleggerimento del solaio ha permesso di coprire luci molto ampie riducendo il numero dei pilastri e mantenendo le travi in spessore. La soluzione adottata è una piastra bidirezionale, dello spessore di 35 cm con sfere in polietilene da 27 cm di diametro, posata su casseratura a tavoli dotata di passerelle di sicurezza integrate e dispositivi di movimentazione elettro-idraulici. Il perimetro dei solai ha uno schermo di protezione integrale, lo “scudo”, movimentato idraulicamente, che protegge il piano di lavoro e anche quelli sottostanti. I pilastri dell’edificio torre, dal sedicesimo livello fino al trentanovesimo, sono stati realizzati con una soluzione analoga a quella impiegata da quota + 12,00 metri dei corpi bassi ma con “cassero a perdere”. Con le procedure operative e le soluzioni tecnologiche adottate si è riusciti a realizzare un impalcato in circa cinque giorni lavorativi, con un risparmio di tempo totale di circa 60 giorni.

Anche la facciata a moduli non disattende l’impostazione costruttiva generale. La cellula, che è il sistema singolo che compone la facciata, è un elemento prefabbricato completamente assemblato in officina e permette tempi di montaggio molto brevi. La cellula viene agganciata e sollevata meccanicamente e fissata alla struttura con ferro Halfen opportunamente predisposto nel getto.

Le strategie energetiche
Una particolare attenzione è stata riposta in fase progettuale e in fase esecutiva al raggiungimento di alte prestazioni energetiche. Anche se l’appalto è antecedente all’approvazione della legislazione in materia di risparmio energetico, l’obiettivo dichiarato è stato quello di ridurre i consumi puntando su macchine ad alto rendimento e all’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili. Nel complesso si utilizzano pompe di calore acqua/acqua per il riscaldamento nel periodo invernale, ma anche per l’ottenimento di acqua refrigerata nel periodo estivo. Le otto pompe di calore hanno un funzionamento basato sull’emungimento dell’acqua di falda. Per la produzione dell’energia elettrica si utilizzano sistemi fotovoltaici, montati sui prospetti sud della torre, con moduli completamente complanari e integrati nel disegno di facciata. Le facciate nord riportano lo stesso disegno di quelle sud, anche se il motivo è riprodotto con tecniche serigrafiche sulle vetrate. Inoltre l’edificio è già predisposto per ospitare una cella combustibile alimentata ad idrogeno che produrrà energia elettrica e termica di cui è previsto anche il recupero. Esistono in questo settore delle tecnologie consolidate ma con rendimenti bassi, in questo caso ci si sta orientando verso tecnologie più innovative e d’avanguardia con rendimenti più elevati. Puntando su queste eccellenze energetiche, è già stata avviata la pratica per l’ottenimento della Certificazione Leed-Green Building.
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