AGENZIA SPAZIALE ITALIANA

Il tema del progetto è quello della ricerca dell’equilibrio formale basato sulla dissociazione.
Un edificio costituito di differenti funzioni, di una serie di corpi di fabbrica distinti, deve costruirsi attraverso un processo compositivo che coinvolga i corpi stessi e gli spazi interstiziali, tematizzando il sistema di circolazione e le connessioni.
La ricerca della Sintesi, propria del processo creativo-progettuale, deve affrontare questo dilemma e risolverlo magari attraverso la disinvoltura di una Metafora.
In questo caso la Metafora è la mancanza di gravità, il galleggiamento gioioso, che, improvvisamente trova un momento di equilibrio.
Equilibrio dissociato perché non basato sulla simmetria, sul bilanciamento dei pesi rispetto a uno o più assi, ma su una sospensione delle masse, corrispondente ad un sistema percettivo di movimento e di connessione.
Il nero totale degli edifici, di differenti materiali, ma uniforme, aumenta questa sensazione di estraneità e misterioso equilibrio.
La magia di qualche elemento improvviso, una serie di lucernari conici colorati al loro interno, una foresta di pilastri, un percorso che sprofonda nell’acqua l’effetto specchiante totale di corpi geometrici puri ma interrotti, forniranno la sensazione di spaesamento che dovrà aumentare la sorpresa di questo equilibrio complesso e contraddittorio. Un edificio centripeto che catalizza l’energia su di sé rivelando il paesaggio attraverso i suoi frammenti neri, esistendo.
Crediti fotografici: Ernesta Caviola
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