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14 giugno 2017

Steve Jobs o Visionário, il progetto espositivo di Migliore+Servetto

Rio de Janeiro 28.03 – 7.05.2017, Pier Mauà 
San Paolo 15.06 – 20.08.2017, MIS .Museu da Imagem e do Som

Il progetto espositivo concepito da Migliore+Servetto Architects per la mostra “Steve Jobs o visionàrio”, ideata e prodotta da Fullbrand presso il Pier Mauà di Rio de Janeiro e presso il MIS di San Paolo, costruisce un percorso di conoscenza strutturato per cellule narrative, che pongono di volta in volta il visitatore in un rapporto diverso con i contenuti in mostra. Sei allestimenti differenti, ciascuno miratamente costruito sulla singola tematica curatoriale, per offrire chiavi di lettura coinvolgenti sulla complessa personalità di Jobs: dalla ricerca di spiritualità dei primi anni al sogno cinematografico incarnato dalla Pixar; dal concetto di innovazione, che sta alla base dei suoi prodotti, all’idea di business della Apple; dai fallimenti subiti nel corso della carriera alla competizione continua che spingeva Jobs a sperimentare e innovare costantemente. 
All’ingresso della mostra, accoglie il visitatore un tunnel caleidoscopico che, tra inaspettate duplicazioni dello spazio e dinamiche proiezioni grafiche, definisce un primo momento immersivo, una tappa di transizione prima di entrare nel mondo e nella mente di Jobs. Al di là di questa soglia, le cellule che affrontano i temi della spiritualità, dell’innovazione e del sogno si presentano come grandi gabbie narrative, spazi densi e permeabili, fruibili sia dall’esterno sia dall’interno. Grandi strutture che accolgono oggetti significativi del mondo di Jobs: i libri letti e i cd ascoltati, i bozzetti e i corti Pixar, lo storico Macintosh del 1984. Fa da contraltare a questo racconto dinamico, supportato da video storici e proiezioni, un grande casellario che, per ognuna delle tre cellule, presenta e raccoglie altri frammenti del mondo di Jobs. In contrasto con la forma conclusa che queste tre aree assumono nello spazio, il visitatore si avvicina alle successive tre tematiche, muovendosi liberamente nell’ambiente espositivo dove queste risultano scomposte e dilatate. 
Il concetto di business è rappresentato attraverso una rivisitazione dell’Apple store cristallizzato nella magica atmosfera carica di aspettative del 2007, al lancio del primo Iphone. Tutto intorno si sviluppa un ricco racconto sull’evoluzione storica degli Apple store, ritmato dallo scorrere di immagini e grafiche dinamiche. I fallimenti di Jobs, riletti come tappe fondamentali per raggiungere il successo, sono invece raffigurati attraverso tre imponenti ‘bauli’ che aprendosi svelano la contrapposizione tra progetto di successo e progetto fallimentare, con ricchezza di contenuti, approfondimenti documentali e video. 
Il tema della competizione è reso, infine, attraverso la messa a confronto della figura di Steve Jobs con ciascuno dei suoi avversari: da Bill Gates all’IBM, dalla stessa Apple fino a Samsung. All’interno di ciascuno di questi binomi raffigurati dalla riproduzione in scala reale dei due oppositori, un video storico di documentazione, restituisce con la potenza dell’immagine la realtà della tensione dello scontro. A conclusione del percorso, si entra nell’agorà dei numeri, uno spazio coinvolgente dove scoprire tutti i numeri di Steve Jobs. Qui attraverso monitor interattivi e proiezioni, si stabilisce un dialogo tra visitatore e mostra: domande e risposta nei due sensi aprono a curiosità e approfondimenti dove ciascuno può seguire liberamente i propri interessi. 
“A fronte di una personalità così complessa e sfaccettata, abbiamo concepito l’allestimento come sommatoria di otto ambienti di narrazione molto differenti l’uno dall’altro, disegnati per avvicinare il visitatore, in modo unico e coinvolgente, alle singole tematiche.” Ico Migliore e Mara Servetto
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