PROFESSIONE - IL CNAPPC ESPRIME SODDISFAZIONE PER LA REVISIONE DELLE NORME TECNICHE

La decisione di rendere più semplice gli interventi sugli edifici esistenti consente la realizzazione di interventi prioritari e sostenibili per il Paese. "Riteniamo particolarmente positiva l'introduzione dei coefficienti di riduzione sismica per le verifiche sulle costruzioni esistenti nella consapevolezza che sarebbe demagogico pretendere che gli edifici costruiti in epoca antecedente la classificazione sismica, seppure attraverso interventi di adeguamento, possano raggiungere prestazioni strutturali paragonabili a quelle degli edifici di nuova costruzione". Ha affermato La Mendola, vicepresidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori e componente del Consiglio superiore dei Lavori Pubblici. La Mendola ha anche ricordato che "nel nostro Paese oltre 6 milioni di edifici sono a rischio sismico; oltre il 70% del totale degli edifici è stato realizzato prima delle norme antisismiche, tra questi oltre il 50% delle scuole che dovrebbero, invece essere i luoghi più sicuri; il 55% degli edifici italiani ha oltre 40 anni di vita, oltre 11 milioni di edifici sono in stato di conservazione mediocre o pessimo e si avvia rapidamente a fine vita". "Siamo ben consapevoli - conclude -  che si poteva fare di più e meglio e che c'è ancora tanto da fare, ma nel complesso la nostra valutazione è positiva: viene, infatti, tracciato un percorso per la definizione di una normativa in linea con le regole europee, che, al tempo stesso, è in grado di offrirci strumenti necessari per il recupero, il consolidamento e la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente" (http://www.awn.it/AWN/Engine/RAServePG.php/P/290271AWN0303/M/31901AWN0306)

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