Milano, seconda città più competitiva in Europa

Secondo il nuovo rapporto di Scenari Immobiliari, nel quinquennio 2014-2018 sono previsti, per il settore immobiliare, investimenti per oltre 15 miliardi di euro nel solo capoluogo lombardo, con un impatto di quasi cinquanta miliardi sul Pil cittadino e circa diecimila nuovi posti di lavoro, creati dalle nuove iniziative. 
Il dato è emerso nel corso della presentazione del Rapporto 2017 sul mercato immobiliare di Milano e dell'Area Metropolitana – Milano challenger “sul podio d’Europa” – realizzato da Scenari Immobiliari in collaborazione con Vittoria Assicurazioni, a cui hanno partecipato come relatori Gregorio De Felice (Intesa Sanpaolo), Manfredi Catella (CoimaSgr), Giovanni D’Onofrio (CDP Investimenti Sgr), Marco Dettori (Assimpredil Ance), Maria Grazia Lanero (Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners), Federico Filippo Oriana (Aspesi), Gianni Verga (Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano), Massimo Vitali (Vitali Spa), Pierfrancesco Maran (Comune di Milano), moderati come sempre da Mario Breglia, Presidente di Scenari Immobiliari. 

Milano sul podio d’Europa 
Sintetizzando una serie di indicatori economici, infrastrutturali e sociologici,Scenari Immobiliari ha costruito un Indice di competitività delle città europee su scala 100, secondo il quale si realizza la seguente classifica delle principali capitali europee, con Milano al 2° posto dietro solo a Monaco. Milano, capitale italiana per gli investimenti immobiliari In attesa che Brexit porti effetti reali sulle città europee, Milano ha consolidato la leadership in fatto di investimenti immobiliari da parte di soggetti istituzionali, sia fondi italiani che internazionali. Nell’ultimo biennio nel capoluogo lombardo si sono registrati investimenti di provenienza estera per oltre quattro miliardi di euro, la metà di quanto investito in tutto il Paese. Le previsioni (sulla base delle indicazioni raccolte tra i principali operatori) parlano di cifre anche superiori nel biennio 2017 e 2018, escludendo Brexit – che comunque avrà eventuali effetti sul mercato solo a fine decennio. I grandi investitori immobiliari internazionali sono concentrati sull’Europa a causa degli sconvolgimenti politici ed economici in molte parti del mondo. 
L’Italia, e Milano in primis, è una destinazione sempre più importante e lo sarà ancora di più nei prossimi anni, politica e fiscalità nostrana permettendo. Anche gli investitori istituzionali italiani (fondi, assicurazioni ed enti) credono in Milano e nel biennio passato vi hanno investito oltre due miliardi di euro, un terzo degli investimenti nel Paese. Per il biennio in corso si attendono altri tre miliardi di investimenti, tra uffici e commerciale. La domanda degli investitori non sarebbe diventata realtà se non ci fosse stata anche una profonda innovazione nell’offerta immobiliare cittadina. Le trasformazioni urbanistiche recentemente concluse, in fase di definizione e in previsione, hanno ridisegnato e ridisegneranno il volto della nuova città di Milano: una metropoli internazionale capace di confrontarsi e competere con le principali capitali d’Europa. Nel tradizionale confronto con Roma, la capitale perde punti per la sua incapacità di offrire progetti significativi e una reale interlocuzione con un’amministrazione comunale, che non pare voler far crescere la città (si veda il doloroso capitolo della candidatura alle Olimpiadi). Gli acquisti realizzati nell’ultimo triennio riguardano uffici per quasi il sessanta per cento, seguiti da commerciale e da trasformazione delle aree. Nel futuro prossimo, l’ampia disponibilità di ambiti urbani da trasformare e riconvertire (superficie che interessa più di quindici milioni di mq da riprogettare), delineano la prospettiva concreta di un ulteriore incremento di valorizzazioni con conseguenti opportunità di investimento nella città milanese e crescita del giro d’affari che, se ben gestito da tutti gli attori in gioco, potrebbe non arrestarsi per almeno un decennio. 

Il mercato residenziale della città metropolitana di Milano 
La città metropolitana di Milano si distingue, all’interno del panorama italiano, per avere dimostrato complessivamente una maggiore resilienza nel corso della crisi economica e occupazionale che ha interessato la penisola a partire dal 2008. A partire dal 2014 in tutta la città metropolitana di Milano si è registrato un graduale recupero da parte del mercato residenziale che, a differenza di quanto registrato negli anni pre-crisi, viene ora guidato dall’andamento del mercato del capoluogo, all’interno del quale il numero di compravendite registrate ha eguagliato il volume di quelle registrate nell’intera area metropolitana. Nel 2016 il mercato degli immobili residenziali all’interno della città metropolitana di Milano ha registrato un andamento positivo: il volume delle compravendite è aumentato del sette per cento rispetto all’anno precedente, così come il fatturato (più quattro percento) e il tasso di assorbimento (passato dal 66,4 per cento del 2015 al 67,5 per cento del2016). All’interno del capoluogo queste superfici hanno già superato i volumi degli anni pre-crisi, mentre nel resto della provincia si registra un graduale miglioramento. Per quanto riguarda i comuni limitrofi quelli di San Donato Milanese, Peschiera Borromeo e Segrate si distinguono tutti per valori al metro quadro di canoni e prezzi di vendita, nettamente superiori alla media della città metropolitana. In particolare nelle zone centrali di San Donato e Segrate si rilevano quotazioni prossime ai valori riscontrati all’interno delle aree semicentrali del comune di Milano. Come già visto queste località sono da tempo tra gli “approdi” della residenza di qualità e del terziario oltre i confini del capoluogo e si sono caratterizzati, a partire dal dopoguerra, per la nascita di veri e propri quartieri modello. A Peschiera Borromeo, che ha registrato nell’ultimo biennio un incremento dei prezzi di vendita pari al quattro per cento, i valori delle abitazioni sono allineati al mercato residenziale di Segrate.
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