L'INTERVISTA AL PROGETTISTA Luca Aureggi, Maurizio Condoluci - Westway Architects

Modulo: Talora accade, ed è questo il caso, che un'architettura rigorosa, riqualifichi un intero fronte di via. L'esito della facciata rivela una notevole attenzione al dettaglio compositivo. Quali sono state le premesse progettuali sotto il profilo formale, al di là dei vincoli paesaggistici e dell'obbligato rispetto delle quote?
 
Luca Aureggi, Maurizio Condoluci: Il Piano di Recupero era stato ben concepito e dettava delle condizioni intelligenti. L’edificio era stato il primo a essere costruito sul fronte di viale Monte Grappa ed era il più basso. Il nostro primo obiettivo è stato quello di riprendere il filo delle gronde e degli edifici esistenti rendendo la cortina più leggera nel suo insieme. Ci siamo allineati con i primi 3 piani, progettando un’addizione armonica sia con la preesistenza (peraltro demolita) sia con gli edifici confinanti. Siamo riusciti a ottenere questo risultato contrapponendo la massa piena che abbiamo “insediato” in luogo e a somiglianza dell’edificio demolito e i due piani sovrapposti che dialogano come una massa “svuotata”, definita dal cornicione moderno. Lo svuotamento totale del lotto ci ha reso indipendenti nei confronti degli edifici limitrofi. Abbiamo definito il progetto con nuove partizioni murarie.

Modulo: L’eterogeneità della proposta distributiva è molto particolare, non ci sono moduli che si ripetono …

Luca Aureggi, Maurizio Condoluci: Il lay out complessivo e le scelte distributive ci hanno consentito una notevole flessibilità in tutte le scelte. La differenziazione delle tipologie è l’elemento che caratterizza tutto il progetto. L’edificio è in classe A e il progetto impiantistico si è avvalso di tutte le tecnologie più avanzate e della massima innovazione, climatizzazione radiante a soffitto, allineato ai canoni della progettazione di punta milanese. 
La complessità del lotto è stata la vera sfida, il contesto per creare, per scegliere di “lavorare” con tipologie distributive tutte diverse, mono, duplex e triplex, creando situazioni abitative coerenti con gli spazi a disposizioni.

Modulo: L’edificio esistente era una tipica casa di ringhiera milanese. Voi avete ripreso l’impianto concettuale nello sviluppo planimetrico. Quali sono state le altre scelte compatibili con l’impianto pre-esistente?

Luca Aureggi, Maurizio Condoluci: Quando siamo intervenuti l’edificio era al limite del crollo immediato, ma conservava una sua poeticità che noi abbiamo voluto restituire con scelte precise: tutti i soggiorni, per esempio, si affacciano su logge molto ampie. Agli appartamenti che affacciano sui due fronti laterali si accede dalla balconata di ringhiera. Il fronte interno è esposto a nord. Il materiale di rivestimento individuato, la pietra di Bedonia (cava vicino a Parma), è più uniforme, meno venata della pietra classica usata nel milanese ed è stata utilizzata nei tre piani superiori. Nei primi due piani abbiamo scelto di rivestire la facciata con pannelli compositi di legno proprio per smorzare e comporre cromaticamente il grigio della parte superiore della facciata.

Modulo: L'addizione dell'ultimo piano ha rappresentato una notevole complessità strutturale?

Luca Aureggi, Maurizio Condoluci: A livello strutturale il grande cappello di copertura è mascherato dal cornicione che cela la grande trave vierendeel che corre per 30 metri. Il solaio è sospeso alla trave e non ci sono pilastri puntuale di struttura. La sensazione è quella di abitare in un loft. La nostra idea è stata quella di utilizzare una trave a guisa di ponte ferroviario, schermata dall’aggetto.

Modulo: E le opere di cantiere? Vista la situazione, sarà stato necessario anche il “progetto del cantiere” …

Luca Aureggi, Maurizio Condoluci: Si è in effetti trattato di una cantierizzazione complessa, le gru spuntavano dai “buchi” dell’atrio e tutta la corte è stata utilizzata per ospitare le macchine di cantiere. In ogni caso non c’erano alternative visto che il lotto di edificazione era completamente intercluso tra gli edifici confinanti.

da Modulo 387
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