Intervista a Sandro Favero, F&M Ingegneria - Ingegnerizzazione, prefabbricazione e taylor-made non significano serialità progettuale

Modulo: Parliamo di processo edilizio e cantiere: l’evoluzione, indiscutibile, in ambito progettuale ingegneristico, si coordina con l’evoluzione in fase di costruzione? 

Sandro Favero: La cantierizzazione ha avuto un’evoluzione di mezzi e di tecnologie che consentono ora l’esecuzione delle opere in modo preciso e veloce. Per esempio tutti i sistemi di ponteggio, i puntoni telescopici, la tecnica per solai SkyDeck sono importanti novità introdotte nei cantieri.
Ma quello che è più importante ripetere è che la vera innovazione arriva sempre dalle tecnologie di realizzazione, dalle intuizioni in corso d’opera, dagli escamotage applicativi, insomma dal sciogliere i nodi in cantiere. Anche l’industrializzazione dei progetti complessi trova un restituzione applicativa importante, è il cantiere che detta l’esigenza di modificare il progetto di 100 oggetti tutti diversi in enne pezzi tutti uguali. La sostenibilità economica del cantiere è uno stimolo importante per l’innovazione reale. 

Sempre più, nell’ingegnerizzazione del progetto architettonico, si parla di industrializzazione della fase esecutiva. Non si tratta di prefabbricazione in senso, ma di costruire piccole parti e componenti in officina e trasformare il cantiere nell’area del loro assemblaggio-montaggio. Per meglio esemplificare il concetto, nel progetto di Zaha Hadid per un centro commerciale a Jesolo, tutti gli elementi sono stati scomposti per renderne possibile la produzione in officina e per poi riassemblarli in sito. E’ un progetto dalle forme geometriche complesse che è stato opportunamente schematizzato e suddiviso in elementi che possono essere realizzati industrialmente, composti in cantiere, garantendo il risultato architettonico.

L’industrializzazione e la prefabbricazione che possono essere impiegate nel settore delle costruzioni, non necessariamente impongono una standardizzazione che impedisce l’espressione architettonica e artistica. Ogni progetto può essere ingegnerizzato senza essere spersonalizzato: è una questione di metodo di lavoro e di gestione del processo. A ogni progetto può essere dedicato un processo di engineering tailor-made che rispetti gli obiettivi prefissati e rispetti la personalità dell’intervento. Un corretto processo di prefabbricazione non implica la banalizzazione o la serialità come marchio che toglie identità al progetto. La prefabbricazione oggi deve essere intesa come razionalizzazione del processo costruttivo.

Modulo: Quanto il concept progettuale, nella fase di engineering, è premessa e quanto è esito della collaborazione con le aziende di produzione dei materiali e delle tecnologie? 

Sandro Favero: L’engineering si occupa di applicare al progetto architettonico tecnologie materiali prodotti o producibili dalle aziende presenti nel mercato delle costruzioni o affini. Le conoscenze delle aziende e dei relativi prodotti che è dunque fondamentale conoscenza del progettista. La ricerca stessa di nuovi prodotti da costruzione deriva spesso dalla collaborazione attiva tra progettisti e aziende. Oggi solo le aziende e non gli istituti di ricerca universitaria si sobbarcano l’onere della sperimentazione dei materiali da costruzione.

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