CONVERSAZIONE CON MAURIZIO VARRATTA - progetti attuali

Modulo: A quali progetti stai lavorando in questo momento?

Maurizio Varratta: Sto lavorando ad un progetto di demolizione e ricostruzione di un gruppo di edifici per uffici che avevo già firmato io parecchi anni addietro. Si tratta del Prysmiam Group Headquarters, nell’area ex Ansaldo di viale Sarca a Milano. Il progetto originale risale a più di 15 anni fa e la richiesta, nella riqualificazione d’opera, era la conservazione della geometria e della volumetria. Ho scelto un’alternanza di pieni e “vuoti”, in cui i vuoti sono serre adibite a luogo d’incontro informale. Ma l’aspetto sicuramente più interessante è l’attuazione di tutti i criteri di progettazione sostenibile: la costruzione sul costruito, la ricostruzione con il recupero dei materiali di demolizioni, uso dell’acciaio e così elencando dalle coperture, all’involucro, agli impianti. Sono impegnato anche nello sviluppo dello space planning, l’edificio ospiterà 700 posti di lavoro. Stiamo seguendo le direttive del protocollo LEED con l’obiettivo di raggiungere la categoria Platinum.
Un altro progetto che mi sta impegnando in questo periodo (quasi già in fase di completamento) è un hotel a Venezia in Piazzale Roma.Si è trattata di una vera sfida, molto stimolante per le condizioni al contorno, il contesto storico e ambientale, la committenza, i vincoli imposti dalla Sovrintendenza. In piazzale Roma esiste dalla fine dell’Ottocento una quinta di edifici fatiscenti, con aree “bucate”, cioè con dei vuoti che si sono creati nel tempo per la demolizione di alcune case. La quinta si colloca più o meno dove è stato collocato il ponte di Calatrava, il 4 ponte di Venezia. L’hotel al quale sto lavorando s’insedia in uno spazio vuoto che da una parte guarda il Canal Grande e dall’altra Piazzale Roma. Il progetto ha previsto un edificio piccolo (20 stanze) composto da 2 volumi che si compenetrano e che inizialmente dovevano essere uno di pietra, l’altro di vetro, collocato in prossimità di un terzo edifico esistente (un hotel da riqualificare) rivestito in cocciopesto. Come prevedibile, non è stata concessa l’autorizzazione per l’uso del vetro, sostituito dalla pietra. Il risultato, in corso d’opera, è un edificio unico composto da una struttura di acciaio e legno, costruito su un basamento con solettone, con il tipico tappo di fondo per la tenuta idraulica. I solai sono in legno con irrigidimento ottenuto con bande chiodate, la struttura è all’avanguardia. I due blocchi che si compenetrano sono rivestiti da due diversi tipi di pietra per evidenziare il disegno compositivo, l’uno in pietra d’Ischia, l’altro in pietra di Trani lavorata. Il fronte che prospetta il Canal Grande ha uno sbalzo in direzione canale di 7 metri (che aggetta però sulle fondamenta non sull’acqua). Non essendoci pre-esistenze storiche di particolare importanza, il progetto ha potuto esprimere un carattere tecnologico, sia pure rispettoso del contesto e non invasivo. Per quanto riguarda gli aspetti impiantistici, su indicazione della committenza, sono stati individuati oggetti e terminali tradizionali, caldaie a gas e fancoil. Si è preferito fare solo la predisposizione per l’impianto ad aria primaria che sarà realizzabile in un secondo tempo.


da Modulo n.387

Progettista: 
2411 posts in Post