Apre la 15. Mostra Internazionale di Architettura alla Biennale di Venezia

Con la presenza di 65 Paesi, di cui cinque presenti per la prima volta, è stata aperta la tre giorni di vernice della Biennale d'Architettura di Venezia. "Reporting from the front", questo il titolo della 15/a edizione della mostra, è diretta da Alejandro Aravena e organizzata dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta. La rassegna, che sarà aperta al pubblico da sabato 28 maggio a domenica 27 novembre 2016, ai Giardini e all'Arsenale di Venezia, vede la partecipazione di new entry come Filippine, Lituania, Nigeria, Seychelles e Yemen. 

Il Padiglione Italia alle Tese delle Vergini in Arsenale, sostenuto e promosso dal Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo, è stato affidato al team TaMassociati composto da Massimo Lepore, Raul Pantaleo, Simone Sfriso. 
Il titolo, "Taking Care", è l'incipit per raccontare una serie di progetti declinati in tre sezioni: Agire, Incontrare e Pensare. Anche in questo caso siamo di fronte a un padiglione decisamente ordinato, scientifico, dove proprio queste domande sono quasi più importanti dell'effettivo risultato, che infatti viene visualizzato solo attraverso una serie di esempi, all'interno di strutture non di certo minimali, ma quasi dei semplici osservatori per chiedersi: dove riconoscere, quando intorno a noi, questo "bene comune" che permette il sussistere di un'architettura che si renda utile per l'uomo e non corrosiva, non dannosa, non magnificentemente inservibile per una Terra in crisi, e che rispecchi anche i 17 punti per lo sviluppo sostenibile tirati in ballo da 193 leader mondiali nel settembre 2015, che comprendono l'eliminazione della povertà, della fame, un tasso di minore mortalità e una speranza di vita più lunga nei Paesi più poveri, uguaglianza, leggi giuste e giustizia sociale e acqua per tutti. Sembrano utopie, ma i modelli che raccontano TAM, alcuni spesso anche italiani, raccontano di collettività unite per i propri beni culturali, come nel caso del "Cantiere Aperto" per il Teatro di Gualtieri (Reggio Emilia), in cui la cittadinanza è diventata parte attivita nella salvaguardia di un proprio tesoro, oppure la realtà che ben conosciamo di Opificio Golinelli, passando per una serie di progetti concreti finali, e non solo per una ricognizione dell'esistente che si fa largo tra le opportunità di una nuova architettura etica. Nel campo dell'Agire infatti, visualizzato nella seconda ala del grande padiglione viene materializzata la possibilità di avere 5 "dispositivi mobili" che grazie a una campagna di crowdfunding civico (Periferie in Azione) e in collaborazione con AIB (Associazione Italiana Biblioteche), Emergency, Legambiente, Libera e UISP (Unione Italiana Sport per tutti), saranno messi a disposizione per la salute, il benessere, lo sport e anche per riflettere e agire in territori confiscati alle mafie, in aree italiane difficili. D'altronde, ricordiamo, la Direzione Generale del Mibact non si occupa più solo di arte e architettura contemporanee, ma anche di Periferie Urbane. Una grande spina nel fianco o, se la si guarda da un'altra prospettiva, un bel tesoro nascosto. Ai più cinici potrà sembrare un padiglione un po' mortifero, nonostante le grafiche pop, ma anche da queste parti si avverte l'esigenza di resocontare davvero quello che si può fare "al fronte". (fonte: Exibart)
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