Altrove: arte pubblica per Catanzaro

Il 18 febbraio 2017 Altrove Gallery e la Galleria VARSI, a Roma, hanno ospitato l’evento di presentazione di "Abstractism", progetto di ricerca sul muralismo d'avanguardia italiano ed europeo, raccontato attraverso una mostra collettiva. Curata dallo staff di Altrove, la manifestazione ha potuto contare sulla partnership di Birra del Borgo e Linvea, fornitore ufficiale di vernici e materiali decorativi, adoperati dagli street-artist convocati per il progetto: 108, Never2501, Alberonero, Alexey Luka, Aris, Giorgio Bartocci, Clemens Behr, Roberto Ciredz, CT, Ekta, Jeroen Erosie, Graphic Surgery, Gue, Martina Merlini, Moneyless, Nelio, Domenico Romeo, SBAGLIATO, STEN † LEX, TELLAS, THTF.
Varsi è una galleria d'arte e centro culturale nel cuore di Roma. Qui trovano casa artisti d'avanguardia che si alternano le loro esibizioni. Fra questi: artisti di strada, scrittori, illustratori, fotografi appartenenenti per lo più a movimenti culturali di "strada", che operano attraverso tecniche e contenuti innovativi. Le esibizioni particolarmente legate alla cultura underground sono ospitate dal bistrot interno, caratterizzato da serigrafie, stampe e libri pubblicati da Varsi sugli artisti.
La mostra collettiva di Altrove è stata inaugurata sabato 18 febbraio ed è stata aperta fino al 9 marzo. Tra gli oggetti della ricerca espressiva, i confini tra arte-architettura, spazio-luogo: Catanzaro e le sue periferie abbandonate hanno offerto luoghi ideali dove poter ristabilire la logica del linguaggio attraverso l’arte e la ricerca della bellezza. Arte per costruire e ristabilire una strategia di rinascita culturale, in una terra ormai disabituata a scavare nel profondo, che è ritornata ad avere la missione sociale di stimolare nuove idee attraverso un’inedita esperienza visiva, coerente, pubblica e diffusa, contaminando centri urbani e paesaggi naturali.
Altrove nasce proprio a Catanzaro, nel 2014, con l'obiettivo di diffondere contenuti culturali sul territorio soprattutto opere pubbliche murali con la volontà di dar voce a una generazione e indagare un movimento autentico, attraverso un moderno processo di pensare e fare città. La desolazione e l’emergente sensazione di abbandono vengono così spazzate dalle forme e dai colori impiegati dagli artisti coinvolti nel contest. Dipingere sui muri vuol dire “dipingere i muri” e dunque decorare la città, offrirle la possibilità di parlare, di stabilire un canale di comunicazione con lo spettatore, che altri non è che l’abitante, il passante, il cittadino.
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