Ventilazione naturale e strategia energetica

Definiamo con il termine “ventilazione” la sostituzione di aria presente in un edificio con altra di provenienza esterna, senza che questa subisca particolari trattamenti, così come avviene normalmente per la ventilazione naturale. Si possono individuare due implicazioni principali che riguardano le condizioni degli ambienti interni.
La prima comporta delle modificazioni nella composizione della miscela di gas e particelle in sospensione respirata dagli occupanti e il risultato è generalmente un miglioramento delle condizioni interne in termini igienico-sanitari e di comfort ambientale. Gli aspetti legati a questa tematica si possono sintetizzare nell’espressione qualità dell’aria interna (o indoor air quality – IAQ) e rappresentano la principale ragione per la quale gli edifici occupati vengono ventilati in qualsiasi clima e condizione d’uso.
La seconda riguarda invece la variazione nella quantità di energia contenuta nel sistema edificio e richiede una definizione più complessa. A seconda delle condizioni dell’aria interna ed esterna, tale variazione può rappresentare una dispersione o un carico termico, con valenze diverse a seconda del contesto climatico e stagionale.
Dato che in genere l’aria degli ambienti confinati tende spontaneamente ad essere più calda di quella esterna per via dei carichi termici solari ed endogeni (occupanti, illuminazione etc.), un guadagno termico dovuto alla ventilazione normalmente si verifica solo in presenza di una temperatura esterna particolarmente elevata e di una interna controllata per mezzo di impianti o sistemi passivi. In questa situazione, che nel clima italiano mediamente ha luogo solo nella stagione estiva e per un numero di ore limitato nell’arco della giornata, questo apporto è sempre sfavorevole. In tutte le altre circostanze la ventilazione comporta un dispersione verso l’esterno, svantaggiosa (ma necessaria) durante la stagione di riscaldamento, utile durante il resto dell’anno, quando la temperatura interna si trova al di sopra o ai margini della zona di comfort.
La ventilazione può dunque essere utilizzata anche come un efficace mezzo di controllo termico, con ricadute positive, oltre che sul benessere degli occupanti, sui consumi energetici per la climatizzazione. Rispetto alle considerazioni precedenti, che hanno una validità generale, il valore aggiunto della ventilazione naturale si esplica in termini di una maggiore sostenibilità ambientale, ma soprattutto di una migliore qualità dell’ambiente interno sia dal punto di vista sanitario e che del comfort percepito. 

Autore: Marco Cimillo
Pubblicato su Modulo 367/2011
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