Milano Nord: sprawl urbano e isola di calore

Un caso esemplare di sprawl urbano e di consumo progressivo delle aree verdi è quello del territorio lombardo a nord di Milano. Eurostat ha inserito Milano nel novero delle Larger Urban Zone (LUZ): 3.076.643 abitanti si distribuiscono su un territorio di 1.348.32 km2 con una densità media pari a 2282 abitanti per km quadrato. Come riferimento, Londra ha una densità di popolazione pari a 1336 abitanti per kilometro quadrato e Parigi pari a 918 abitanti per km quadrato. Nonostante ciò la pianificazione urbana e territoriale mostra scarsa attenzione, se non in forma stereotipale alle tematiche sovraesposte che richiedono una consistente attenzione scientifica e tecnica L’isola di calore Milano provocata da questa situazione si sta estendendo progressivamente a nord verso i laghi determinando in estate incrementi di 4-5°C rispetto alle zone a sud di campagna. Ciò diventa ulteriormente critico nelle zone più dense dove la struttura a canyon urbani e l’elevata inerzia della edificazione storica rende impossibile sfruttare il raffrescamento notturno degli edifici che richiederebbe minimamente una differenza di 5°C tra giorno e notte. Ci si chiede se sia ancora giustificabile una gestione del territorio disorganica come quella prodotta in Lombardia in ragione della elevata presenza di comuni con meno di 5.000 abitanti che rappresentano il 70,6% del totale, che occupano il 64% del territorio e che autonomamente definiscono programmi di sviluppo urbano centrati.
La tendenza attuale nei paesi maggiormente responsabili si sta muovendo verso una urbanizzazione basata su modelli urbanistici compatti e contemporaneamente generatori di spazi verdi (Bedzed, Londra) o su modelli di ricompattazione della città (“Build the City Inwards” Stoccolma, Vancoover), di inverdimento della città (Greening Chicago) e attraverso modelli edilizi meno voraci di territorio verde.
Per quanto attiene al nostro paese in zone ad elevata densità, come in molte piccole realtà cittadine site a nord di Milano, si stanno ancora sviluppando piani edilizi a bassa densità (con un elevatissimo rapporto tra le superfici delle vie di traffico e il numero degli abitanti) a cui si dovrà, oltre agli effetti termici dovuti alla impermeabilizzazione del terreno e alla riduzione dell’albedo, anche un ulteriore peggioramento dei flussi di traffico e quindi un maggiore inquinamento. Risulta evidente come il fenomeno dell’isola di calore richiede azioni di mitigazioni di tipo territoriale di tipo politico non essendo il clima urbano confinabile in ambiti amministrativi.
Si deve in ogni caso registrare una inversione di tendenza per quanto attiene alla costruzione in altezza che è oramai alla base di importanti interventi edilizi del territorio milanese. Tali interventi evidenziano come sia possibile governare il processo di urbanizzazione e la densificazione della città anche attivando lo sviluppo di parchi urbani, per certi versi più importanti di quelli extraurbani e riducendo il traffico a terra. Importante è infatti lo sviluppo di una densificazione della città concentrata in corrispondenza di importanti nodi di trasporto come le stazioni ferroviarie e metropolitane. Ma nonostante i casi purtroppo limitati, che coscientemente o incoscientemente si muovono verso la mitigazione dell’isola di calore, il picco di potenza elettrica estivo sta superando quello invernale in conseguenza della diffusione dei condizionatori. Il surriscaldamento delle città viene ancora erroneamentee e fatalisticamente attribuito al riscaldamento del pianeta, mentre dipende esclusivamente dalla inefficienza energetica della città, su cui è possibile e doveroso intervenire.

Autore: Sergio Croce
Pubblicato su Modulo 366/2011
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