Simulazione nella progettazione dei componenti ad attivazione termica della massa

Modulo: Qual è il grado di affidabilità degli strumenti di calcolo per la simulazione della prestazione dei componenti ad attivazione termica della massa?
Marco Perino: E’ difficile valutare a priori il grado di affidabilità degli strumenti di simulazione numerica dei componenti ad attivazione della massa, così come di altri componenti innovativi; molto dipende dall’esperienza e competenza dell’utente (oltre, naturalmente, al livello di dettaglio permesso dal software). Oggi la maggior parte degli strumenti di analisi disponibili sul mercato non sono ancora equipaggiati con routine specifiche e all’utente è demandato il compito di “ideare” e creare, attraverso i componenti standard disponibili nei software, strutture equivalenti che rappresentino con sufficiente affidabilità il comportamento degli elementi dinamici e responsive.

Modulo: Quali competenze deve possedere il progettista che si confronta con questa tecnologia?
Marco Perino: L’utilizzo efficace e il successo dell’applicazione di queste tecnologie richiede necessariamente un approccio di progettazione integrata. Edificio ed impianto diventano un tutt’uno integrato strutturalmente e funzionalmente. E’ dunque necessario prevedere sin dalle fasi iniziali, embrionali, del progetto l’utilizzo di componenti ad attivazione termica della massa. È inoltre ampiamente dimostrato come l’impiego di elementi dinamici e responsivi negli edifici necessiti, per garantire un soddisfacente livello funzionale e di efficienza energetica, di adeguate strategie di controllo. Occorre pertanto parlare di “team di progettazione”, poiché le competenze richieste sono estremamente variegate ed interdisciplinari (spaziando da considerazioni architettoniche e formali, ad aspetti impiantistici, di fisica dell’edifico e di regolazione e controllo). Senza un team multidisciplinare il rischio di fare “greenwashing” (ovvero l’utilizzo di tecnologie per il risparmio energetico e la sostenibilità più per immagine che per sostanza) è molto alto.

Modulo: Quali attenzioni sono richieste nella gestione in esercizio di queste tecnologie?
Marco Perino: Data la “giovane età” di queste tecnologie le esperienze in esercizio sono relativamente ridotte, specie in relazione alla durabilità a manutenibilità dei sistemi. La gestione deve necessariamente considerare gli aspetti peculiari della tecnologia. Ciò suggerisce di coinvolgere i gestori dell’edificio, ove possibile, sin dalla fase di progetto e realizzazione del sistema edificio/impianto. Ovvero negli edifici che adottano queste tecnologie occorrerebbe spingersi al cosiddetta “continuous commissioning” in cui le informazioni vengono generate e passate con flusso continuo dal progettista, al costruttore, al gestore. E’ fondamentale che sia chi gestisce l’edifico sia l’utenti che lo vive in prima persona nel quotidiano, siano fatti partecipi e “istruiti” sulle modalità di funzionamento e sull’uso del sistema.

Modulo: In quale modo il mercato dei componenti per l’edilizia in Italia all'estero si pone nei confronti di questi sistemi?
Marco Perino: L’EPBD recast dello scorso giugno impone che a partire dal 2020 tutti gli edifici di nuova costruzione in Europa (dal 2018 gli edifici pubblici) siano N-ZEB, ovvero: Nearly Zero Energy Buildings. Come ci si può immaginare occorre, per poter far fronte a questa sfida, una svolta epocale nel modo di pensare, progettare, costruire, gestire e vivere gli edifici di domani (si tratta evidentemente di un domani molto vicino). Non si può pensare di risolvere il problema semplicemente sviluppando ed ottimizzando le tecnologie per il risparmio energetico sino ad ora impiegate nelle costruzioni. L’isolamento termico e l’incremento di efficienza degli impianti sono, e resteranno, dei principi basilari, ma da soli sono insufficienti per vincere queste sfide. Gli elementi adattativi e responsivi, così come l’integrazione (si veda a tal proposito “Integrating Environmentally Responsive Elements in Buildings” – Annex 44, International Energy Agency), appaiono come una delle soluzioni più promettenti per facilitare un approccio N-ZEB.

Pubblicato su Modulo 367/2011
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