Scenari sostenibili

L’agenda della sostenibilità in architettura si sta muovendo dalla sua fase 1.0 a quella 2.0. Strategie di progettazione, non più esclusivamente focalizzate – in maniera a volte miope – sulla performance energetica, sulla riduzione degli impatti ambientali, sulle strategie di mitigazione (tutti termini dall’accezione riduttiva), ma a visioni più ampie, gli ecosistemi, la cultura, la società e l’economia. Il potenziale per lo sviluppo di una nuova generazione di edifici sostenibili è considerevole. 
Fino al 2015, gli edifici sono stati progettati e costruiti per lo più per rispondere a esigenze di risparmio energetico, ma non sempre il loro processo di sviluppo si è incentrato sulla loro integrazione con l’ambiente circostante. Inoltre, i loro criteri di progettazione sono spesso fondati sulle condizioni al momento del progetto, dunque necessitando significative opere di modifica quando cambiamenti programmatici – o circostanze estreme come i cambiamenti climatici – lo richiedano, un approccio costoso sia in termini finanziari che ambientali. Un approccio progettuale “statico” non permette agli edifici di interagire, dialogando, con i propri occupanti e l’ambiente con cui si relaziona. Tuttavia, nuovi concetti di progettazione e costruzione stanno permettendo una inversione di rotta rispetto ai paradigmi tradizionali, ridefinendo gli standard per gli edifici sostenibili del futuro. Tra di questi i concetti di edifici “viventi”, “rigenerativi” e “adattivi” (living, regenerative e adaptive) presentano nuove sfide per i progettisti grazie a strategie e tecnologie innovative che mirano ad integrarsi con (e valorizzare) l’ambiente naturale, piuttosto che fermarsi solo alle caratteristiche dell’edificio singolo.

Autore: Emanuele Naboni
Photo © Seattleu
Pubblicato su Modulo 394/2015
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