Riqualificazione energetica: soluzioni per l’efficienza dell’involucro

La riqualificazione energetica ed al contempo architettonica dell’involucro può avvenire in molti modi. Per quanto concerne le facciate, le scelte e gli interventi principali riguardano, qualora non si intenda apportare sostanziali modifiche anche dal lato interno all’unità dell’immobile: l’incremento dell’isolamento termico delle superfici opache e di quelle trasparenti, nonché dei cassonetti degli avvolgibili ove presenti; l’eliminazione dei ponti termici in genere e particolarmente di quelli che, nel nuovo regime di funzionamento, potrebbero altrimenti dare luogo a formazioni condensative; l’eliminazione di tutte le vie di infiltrazione d’aria (senza tuttavia poi trascurare la necessità di garantire il ricambio d’aria agli ambienti interni); la riduzione delle rientrate di calore estive.
Seguendo questa via le soluzioni che più incidono sull’architettura dell’edificio sono quelle che riguardano la parete opaca e le schermature esterne giacchè quelle relative a finestre e porte finestre, pur provvedendo al fondamentale abbattimento della termotrasmittanza della chiusura trasparente, in genere non determinano sostanziali variazioni nella forma e nell’estetica dei serramenti. Per la riqualificazione della parete opaca le soluzioni che meglio si prestano sono quelle corrispondenti o al rivestimento in intonaco sottile su supporto isolante, oppure al rivestimento in lastre o pannelli sottili di varia natura, a montaggio meccanico e con intercapedine d’aria e strato isolante sul retro.
Sulla complessità del progetto esecutivo/costruttivo e sul costo di questo genere di soluzioni oggi incide in misura non trascurabile l’elevato spessore di isolante (8-10 cm circa contro i 4-5 adottati sino a poco tempo addietro) reso necessario dai livelli prestazionali introdotti dal recente D.Lgs 331/2006 e successivo D.M. 11/03/2008, che implica il ripensamento oltre che della sezione corrente dei vari particolari di raccordo con gli elementi di confinamento e contorno del rivestimento opaco, senza che al riguardo ancora vi sia una specifica esperienza teorica ed applicativa. Di conseguenza, per le soluzioni a parete ventilata sta crescendo l’interesse verso lo studio e l’impiego, in luogo degli isolanti convenzionali in materiale sintetico o fibroso, dei più sottili materassini compositi multistrato ad alte prestazioni che possono portare a guadagnare molti centimetri nello spessore della sezione a finito. Tanto le soluzioni a cappotto quanto quelle a parete ventilata meritano di essere integrate con: serramenti ad elevate prestazioni, completamente nuovi o riqualificati mediante sostituzione migliorativa dei vetri, aggiunta o integrale rinnovo delle guarnizioni, revisione delle connessioni del telaio fisso all’apparato murario, isolamento e sigillatura degli eventuali cassonetti di alloggio delle persiane; e schermature solari per la protezione delle superfici trasparenti dall’irraggiamento solare estivo e dalle rientrate di calore da esso altrimenti determinate. Ai fini invece della riqualificazione di vecchie ed inefficienti facciate continue come pure della sostituzione di chiusure tradizionali di tipo misto: opaco più trasparente, con soluzioni molto più moderne ed innovative, nell’immagine architettonica come nelle prestazioni; interamente trasparenti, ben si prestano le chiusure del tipo a doppio involucro vetrato con intercapedine ventilata e attrezzata con schermo solare che, tuttavia, per possedere in concreto funzionalità ed efficienza necessitano di essere progettate con diretto riferimento alle condizioni ambientali del sito ed integrate con tutti i dispositivi elettronici e meccanici indispensabili a garantire le portate d’aria necessarie per mantenere in estate la temperatura nell’intercapedine entro i limiti di progetto e per evitare in inverno la formazione di appannamenti o perle e gocce di condensa sulle superfici vetrate. Va altresì considerato a compendio che i provvedimenti per l’abbattimento delle dispersioni termiche attraverso l’involucro, ivi inclusi quelli indicati in precedenza, rendono la costruzione impermeabile all’aria. Ai fini del comfort e della salubrità è pertanto necessario integrare negli ambienti interni sistemi di ventilazione idonei a regolare i cambi d’aria, per garantire il giusto livello di umidità relativa, di freschezza e, preferibilmente, anche di purezza in relazione alle reali condizioni d’uso.
Quantomeno nei contesti urbani dove vi è necessità di filtrazione dell’aria in ingresso e di isolamento dai rumori esterni, la ventilazione non può che avvenire per mezzo di impianti meccanici, preferibilmente con recuperatore di calore. I sistemi senza recuperatore di calore sono di più facile integrazione in quanto si prestano alla realizzazione di soluzioni non interamente canalizzate, con prese d’aria direttamente posizionate sulla parete esterna e bocchette di estrazione canalizzate collegate ai condotti di estrazione di bagni e cucine o ad altri appositamente inseriti.  

Autore: Angelo Lucchini
Pubblicato su Modulo 345/2008
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