LEED: un modo di condurre il progetto

Modulo:  I criteri LEED riguardano diversi aspetti del “costruire verde”: cantieri sostenibili (riduzione dei rifiuti e dell’impatto del cantiere sull’ambiente circostante, impiego di materiale riciclato), gestione efficiente dell’acqua, energia ed atmosfera (diminuzione dei consumi energetici, utilizzo di fonti rinnovabili, riduzione delle emissioni inquinanti), materiali e risorse (naturali, riciclabili, rinnovabili e di produzione locale), qualità degli ambienti interni (qualità dell’aria, comfort abitativo), progettazione e innovazione (tecnologie innovative). I progettisti italiani, in generale medio piccoli, saranno pronti ad affrontare una tal complessità di aspetti? Oppure la diffusione sarà legata a grosse opere e grossi studi?
Maurizio Milan: Rilevo un alto livello di sensibilità rispetto alle tematiche ambientali, soprattutto per quanto riguarda gli “studi giovani”. E comunque si tratta di un trend in miglioramento nel senso che c’è una buona disponibilità ad abbandonare gli schemi della progettazione tradizionale per adottare una metodologia sostenibile.
LEED è un sistema di riconoscimento e di conduzione di progetto e di riferimento per progettisti, imprese, committenti e mercato in termini generali, assolutamente indispensabile. E’ un sistema di riconoscimento per la sostenibilità ambientale a tutto campo (da non confondere assolutamente con i sistemi di certificazione energetiche e a pochi altri elementi). Si tratta di un percorso che comprende la tracciabilità dei materiali, i sistemi di trasporto, l’accessibilità..e va a verificare anche l’atteggiamento dell’utente come consuzione e consumo dell’oggetto edilizio (abitazione, ufficio, ambito pubblico). Il protocollo LEED si configura come un sistema aperto, progressista e positivo. Ma se è vero che è un sistema complesso, è pure vero che è necessario adeguarsi ad esso e alla sua complessità: si tratta di un input di tipo professionale, ambientale e sociale. Un aspetto fondamentale che definirà la penetrazione del sistema in Italia è rappresentato dall’educazione, dall’attitudine del cliente, del committente a recepire le indicazioni ambientali fondamentali: è necessario far comprendere che un prodotto è di qualità non solo se si presenta bene, ma anche e soprattutto se funziona bene, nel rispetto dell’ambiente.
Si potrebbe trattare di un nuovo circolo virtuoso: la diffusione sul mercato consentirà l’accoglimento progressivo del sistema e l’innalzamento della qualità del mercato stesso.

Modulo: Quali prospettive di diffusione, con che strumenti di comunicazione, anche nell’edilizia pubblica?
Maurizio Milan: La sensibilizzazione dell’utente finale e dell’opinione pubblica intende far leva sul concetto di fondo di non sprecare energia e di ottenere un risultato economicamente conveniente.. Il ritorno economico, al di là dei valori fondanti della filosofia ambientale, è un grosso stimolo per tutti gli attori della filiera. Faccio un esempio concreto: il conto energia ha incentivato la diffusione del solare fotovoltaico e di conseguenza l’acquisizione dei certificati verdi, in ultima analisi il rispetto del protocollo di Kyoto. Alla fine del processo il pannello fotovoltaico diventa un oggetto economicamente conveniente. Il contenimento energetico, l’uso di energie rinnovabili, il controllo dell’inquinamento sono fattori di sostenibilità che devono essere bilanciati, devono poter trovare un punto di equilibrio con l’investimento economico e il protocollo LEED dà indicazioni in questo senso. Gli investitori internazionali riconoscono LEED come una certificazione ambientale di indubbio valore, attendibile, a differenza di altre certificazioni scarsamente considerate al di fuori dei confini nazionali o, talvolta, regionali. LEED dovrebbe affermarsi come il riferimento di alta sostenibilità in ambito pubblico, una scelta di questo genere ne consentirebbe la crescita in tutti i comparti. Mi spiego meglio: tutti gli edifici che hanno come committenza l’Amministrazione Pubblica dovrebbero essere costruiti in regime LEED e costruire una sorta di casistica eccellente per l’edilizia ad ampio raggio.
Modulo: Favero & Milan sta lavorando in regime LEED?
Maurizio Milan: Stiamo lavorando al cantiere Michelin su progetto di Renzo Piano a Trento. Noi sviluppiamo l’ingegnerizzazione del progetto controllato dal sistema LEED. Nello specifico, si tratta del MUSE; il nuovissimo Museo delle scienze sulle rive dell’Adige, nato con il dichiarato obiettivo di raggiungere i più elevati standard di classificazione LEED. Il complesso sta sorgendo sul sito dimesso dello storico stabilimento Michelin, un’area molto vasta sul quale il progetto prevede lo sviluppo del grande edificio aperto del museo affiancato da un ampio quartiere residenziale.
Quando si lavora in sistema LEED il livello di attenzione deve partire dalle primissime fasi e poi accompagnare ogni scelta progettuale, per ottenere tutte le dichiarazioni di conformità e gli accrediti richiesti dal protocollo. La richiesta della certificazione parte dal committente e coinvolge logistica, gestione, organizzazione, materiali. Si tratta di una questione di metodo da accettare e soprattutto condividere.
Notevole, interessante e arricchente lo scambio dialettico tra le diverse discipline che devono dialogare tra loro: trasporti, trattamento reflui…tutto si combina in un insieme logico.
 
Autore: Rodolfo Bianchi
Pubblicato su Modulo 363/2010
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