Le strategie di sostenibilità di The Hive

Con l’etichetta assegnata di “Breeam excellent”, ottenuta con un punteggio di 86.4/100, The Hive applica un decalogo di strategie sostenibili, che portano il complesso culturale ad una drastica riduzione delle emissioni di CO₂ in atmosfera, stimate complessivamente per un valore di 17 kg CO₂/m²/anno, ovvero circa la metà di un edificio di tipologia analoga. La legge ambientale sviluppata da Feilden Clegg Bradley Studios tramuta l’edificio in un alveare modello, in un fulcro esemplare di attenzione ecologica verso i differenti aspetti che gravano sul bilancio energetico complessivo. La pianificazione progettuale comprende pertanto adeguati sistemi legati al rapporto di forma, alla permeabilità dell’aria, all’illuminazione, all’aereazione, al raffrescamento, al riscaldamento, alla gestione delle risorse idriche e dei rifiuti prodotti, nonché ai materiali impiegati per la costruzione.
-Materiali: le lamelle di rame che costituiscono l’involucro cangiante, ancora una volta reminiscente del riferimento più volte indicato dell’arnia, provengono da fornitura locale e sono dotate di un alto contenuto di metallo riciclato, oltre a poter essere a loro volta reimpiegate una volta rimosse dalla pelle del comparto di Worcester City. E il medesimo discorso potrebbe essere esteso anche per le strutture in CA, di cui circa il 40% è composto da GGBFS (Ground-granulated blast-furnace slag, ovvero da scorie d’altoforno provenienti dal processo di lavorazione della ghisa) che porta al cosiddetto “cemento ecologico”, destinato a limitare il rilascio di emissioni di anidride carbonica. Le travi in legno della schacchiera dei setti dei camini di ventilazione sono, infine,  anch’esse usate assecondando la regola del “chilometro 0” e la scelta di questo materiale anziché dell’acciaio porta ugualmente alla riduzione di CO₂.     
-Riscaldamento: l’utilizzo di biomassa di provenienza locale è coniugata ad impianti di diffusione del riscaldamento a pavimento localizzati nelle aree perimetrali delle sale e delle stanze del The Hive; la temperatura dell’acqua circolante nelle canaline è regolata da un sistema a bassa temperatura che richiede dunque minore energia per il suo corretto funzionamento.
-Raffrescamento: il progetto incorpora la massa termica che ha il compito di stabilizzare le condizioni di temperatura interna durante l’intero arco dell’anno. Il raffrescamento nei mesi estivi è garantito tuttavia anche grazie ad un innovativo sistema di pompe che sfruttano le condizioni termiche dell’acqua del contiguo fiume Severn, trasmettendole alle travi fredde poste a soffitto.
-Acqua: il complesso  introduce sistemi appositamente studiati per evitare il consumo eccessivo di questa risorsa. Nei servizi l’erogazione dell’acqua è opportunamente temporizzata e macchinari per il recupero sia dell’acqua piovana che delle acque grigie la reintroducono, mediante accumulo, nei circuiti per un ulteriore utilizzo.
-Permeabilità dell’aria: la facciata esterna di The Hive è realizzata con un livello di ermeticità pari a 4.3 m³/m² e con una pressione di 50 Pa, evitando così massive dispersioni di calore attenuate anche da un isolamento in fibre naturali fornito di targhette di certificazione di produzione secondo standard ambientali.
-Illuminazione: i captatori eolici solari illuminano naturalmente molti degli ambienti del complesso culturale, insieme alle aperture posizionate sulle facciate verticali. Questa composizione mitiga drasticamente il fabbisogno di dispositivi elettronici di diffusione di luce artificiale che sono completamente regolabili e dotati di sensori di luminosità al fine di ridurre al minimo i consumi energetici. 

Autore: Beatrice Vegetti
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