Il modello per la definizione strutturale

Modulo: Quali sono gli aspetti, oggi, di maggior impegno progettuale? Oltre che con i sw, si lavora anche con modelli strutturali o anche solo formali?

Odine Manfroni: Il modello, come concetto, esiste ancora e perdurerà nei tempi: esso rappresenta l’estrema sintesi concettuale con la quale identifichiamo la realtà e ci proponiamo di prevederne gli sviluppi. E’ però necessario distinguere tra il modello architettonico, che riguarda l’aspetto estetico, funzionale e quello relativo alla fruibilità della costruzione ed il modello meccanico-ingegneristico che invece deve fornire una chiara indicazione sulla fattibilità dell’opera stessa e sulla sua sicurezza. I materiali costituenti i modelli e le proporzioni , nel caso del modello meccanico, devono poter rappresentare in maniera soddisfacente il reale comportamento della struttura e la scala non è sempre in proporzione lineare con le grandezze in gioco.

In passato si è fatto un uso esteso di modelli fisici impiegati in maniera propedeutica alla progettazione; ultimamente però, con l’avvento della modellazione 3d e dei software di calcolo per gestire sistemi complessi, si è persa l’esperienza tattile del mondo fisico e la capacità di vedere e “sentire” ciò che si progetta. Gli ingegneri del recente passato avevano infatti la sensibilità tattile delle grandezze fisiche che caratterizzavano i loro modelli, osservando e misurando quanto a loro serviva per poter dimensionare le strutture e per garantire di conseguenza la sicurezza delle loro opere.

La matematica, quale potentissimo mezzo di identificazione e interpretazione delle leggi naturali, unita alla tecnologia digitale è oggi alla base dei moderni modelli virtuali con i quali l’ingegnere si cimenta nella sua attività di progettazione e che costituiscono un’indispensabile protesi della nostra mente e della nostra capacità di progettare. Pur tuttavia uno dei più grossi ostacoli per l’ingegnere è costituito dal sistema burocratico con il quale egli si cimenta sin dalle primissime fasi della sua progettazione. Questo limita in maniera spesso sproporzionata le sue possibilità progettuali, porta ad un incremento dei costi e dei tempi di progettazione, crea anche difficoltà laddove nella realtà non se ne dovrebbero avere. Paradossalmente il lato positivo di tutto questo è che egli vive una sorta di sfida continua per poter progettare liberamente e senza incanalarsi in modelli e tipologie banali e sempre uguali, ai quali a volte pare che la normativa e la burocrazia vigente ci costringano ad attenerci, ed ogni progetto diventa così una possibilità in più di imparare qualcosa, anche dopo anni di esperienza nel settore.

Per quanto riguarda l’aspetto puramente progettuale, il nostro lavoro ci permette di utilizzare qualunque strumento o materiale per comprendere il funzionamento delle strutture: dal foglietto di carta piegato in varie forme e modi, ai programmi di calcolo, alla modellazione cad 3d, ai plastici e modelli reali, che possono ormai essere anche stampati con stampanti 3d.

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