Costruire digitale. Progettazione algoritmica e fabbricazione robotica

C’è un nuovo potenziale mercato all’orizzonte per architetti, ingegneri, designer, artisti e system integrator. Si stanno delineando infatti nuove prospettive per l’architettura, grazie ad un ritrovato interesse per l’integrazione fra progetto, materia e processo costruttivo. I protagonisti di questo scenario, che permettono la generazione di nuovi impulsi creativi, sono i robot, dei bracci manipolatori che tagliano, incollano, spostano, assemblano e realizzano le idee di giovani appassionati ricercatori. Dieci anni di esperimenti di fabbricazione robotica applicata all’architettura stanno generando un potenziale estetico e funzionale che potrebbe trasformare il linguaggio architettonico e la cultura del costruire su larga scala. L’aspetto di innovazione dirompente che la robotica può offrire all’architettura è la produzione seriale di elementi non-standard e al contempo personalizzati (la cosiddetta mass-customization), mediante tecniche di lavorazione e assemblaggio automatizzate. Il robot industriale, per sua natura flessibile e adattabile, può eseguire operazioni non ripetitive utilizzando diversi utensili (chiamati in gergo tecnico “end-effector”), può gestire compiti con estrema precisione e velocità e, grazie ai suoi sei o più gradi di libertà, permette lavorazioni e manipolazioni complesse e articolate. Le sperimentazioni condotte sfruttando le prestazioni dei robot e al contempo indagando le caratteristiche dei differenti materiali, generano un nuovo modo di concepire i processi e aprono nuovi metodi di progettazione, dove la forma non è puramente arbitraria, ma legata al metodo di produzione.

Autore: Pierpaolo Ruttico
Pubblicato su Modulo 394/2015
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