Atri bioclimatici

Gli atrii bioclimatici sono spazi di grandi dimensioni sui quali affacciano i locali dell’edificio situati su diversi piani. Svolgono un ruolo di mediazione tra ambienti interni e spazi esterni e possono contribuire alla soluzione di diversi problemi ambientali che riguardano i grandi edifici, dall’illuminazione naturale al controllo dei consumi per il riscaldamento e il condizionamento, fino alla ventilazione naturale. Le aperture dell’atrio, laterali e in copertura, possono essere utilizzate per attivare i meccanismi della ventilazione naturale sia per effetto camino, sfruttando l’estensione verticale dell’atrio, che attraverso l’azione diretta della portata del vento. Il suo volume agisce anche come un volano termico, ritardando e attenuando gli effetti delle variazioni di temperatura dell’ambiente esterno grazie all’inerzia termica di una massa d’aria molto estesa in rapporto alle dimensioni dell’edificio. Gli atri costituiscono inoltre un serbatoio di aria preriscaldata durante l’inverno, mentre in estate possono favorire l’estrazione dell’aria esausta dall’edificio e l’espulsione della stessa verso l’esterno. In rapporto ai problemi legati alla ventilazione naturale descrivo di seguito tre tipologie particolarmente significative che esemplificano i comportamenti molto diversi che gli atri possono assumere in relazione alla loro forma e dimensione, al rapporto morfologico con l’edificio e all’estensione ed esposizione delle superfici vetrate.
-Atrio esterno completamente o parzialmente avvolgente
Un atrio avvolgente riveste l’edificio limitandone fortemente le dispersioni e trattando di fatto tutta l’aria in ingresso negli ambienti interni attraverso le aperture dell’involucro. Oltre a mediare le condizioni esterne, questi atri assolvono una funzione di riscaldamento passivo, sia preriscaldando l’aria di ricambio che captando grandi quantità di energia solare attraverso le estese superfici vetrate. Lo sviluppo in altezza e le esposizioni estese e diversificate delle superfici lo rendono adatto a diverse strategie di ventilazione, potendosi sfruttare sia l’effetto camino che la pressione del vento.
L’insieme delle sue caratteristiche rende questa tipologia più adatta ai climi freddi del nord Europa che a quelli più miti del mediterraneo, soprattutto per i rischi di surriscaldamento nel periodo estivo.
-Atrio esterno laterale
Uno spazio di questo tipo, posto sul fronte meridionale dell’edificio, aggiunge alle funzioni più tipiche dell’atrio quelle della serra solare e va dotato di schermature adeguate per prevenire possibili effetti negativi durante la stagione estiva.
Gli edifici dotati di atri laterali conservano l’esposizione diretta sullo spazio esterno della maggior parte del loro involucro e possono perciò essere ventilati combinando gli effetti del vento alle correnti convettive nel volume dell’atrio.
-Atrio intercluso o parzialmente esterno
Questa tipologia di atrio è forse quella che si riscalda di meno per gli effetti del sole ed è quindi più mirata al raffrescamento ed alla ventilazione passiva. Gli atri interni in particolare possono attivare un tiraggio dall’alto che estrae l’aria viziata dagli ambienti affacciati sull’atrio stesso, creando una depressione che richiama l’aria fresca dai versanti esposti direttamente all’esterno. Il fenomeno può essere agevolato disponendo le aperture in posizione favorevole rispetto ai venti e sagomando le coperture in modo da assecondare i flussi ascendenti. 

Autore: Fabrizio Tucci
Pubblicato su Modulo 380/2012
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