Artemide mette in luce la Microsoft House di Herzog&de Meuron

“La nuova sede della Fondazione Feltrinelli dà luce alla città attraverso se stessa. Abbiamo voluto sostenere questo grande manifesto aperto verso il futuro, in una straordinaria condivisione di valori che riportano al centro l’uomo, la cultura, l’accoglienza.” 
Così Carlotta de Bevilacqua descrive il progetto di Artemide che illumina la nuova sede della Fondazione Feltrinelli in Porta Volta a Milano, progettata dal prestigioso studio di architettura Herzog & De Meuron. 

Per ognuno dei cinque piani dell’edificio Artemide ha saputo sviluppare specifiche soluzioni di luce capaci di dialogare con l’architettura e le differenti destinazioni d’uso degli spazi: proposte flessibili, dinamiche e capaci di definire gli ambienti nei differenti momenti della giornata, assicurando elevate performance tecniche e piacevoli atmosfere luminose. La combinazione di Unterlinden, firmata dai due architetti nel 2014, con prodotti tecnici di ultima generazione come i proiettori Picto High Flux, illumina con eleganza, ottime performance e flessibilità l’ingresso al Foyer della Fondazione Feltrinelli, la libreria e la caffetteria al piano terra. Una versione speciale di Ourea nera illumina l’ampio spazio a doppia altezza della sala conferenze. Negli ambienti degli uffici del terzo e quarto piano il sistema Algoritmo, integrandosi all’architettura, definisce un illuminamento uniforme perfetto per gli spazi di lavoro dove ogni postazione è supportata anche dalle task light Demetra tavolo. Qui si inserisce anche Pipe terra led, aggiornamento della lampada Pipe, primo progetto sviluppato da Artemide con gli architetti Jacques Hergoz e Pierre de Meuron, già Compasso d’Oro ADI nel 2004. Nella biblioteca all’ultimo piano il progetto illuminotecnico trova la sua massima espressione, in termini di emozione e percezione scenica dello spazio, dialogando con le grandi vetrate che caratterizzano la struttura dell’edificio. Una cascata regolare di più di 100 Unterlinden anima con leggerezza lo spazio. Una speciale versione di Unterlinden tavolo, studiata appositamente per le postazioni di lettura, anticipa l’evoluzione di questa famiglia di apparecchi: un progetto molto apprezzato per l’estetica minimale unita ad una forte caratterizzazione materica e a un alto valore illuminotecnico, perfetto per declinarsi in differenti versioni. Nella sala conferenze le sospensioni Unterlinden sono supportate dai proiettori Picto High Flux per una gestione avanzata delle scenografie luminose richieste. La collaborazione con lo studio Herzog&de Meuron per la Fondazione Feltrinelli è ancora una volta la conferma della capacità di Artemide nel saper creare relazioni progettuali con architetti internazionali, top brand e realtà culturali, grazie alla sua competenza tecnologica e innovativa in grado di cogliere i grandi cambiamenti e tradurli in una nuova forma di progettare la luce del futuro. 

Microsoft House 
Artemide continua la ricerca sui sistemi di interazione evoluta che portano il design parametrico a servizio dello Human Light. Definisce un sistema di valori centrati sull’uomo, il suo benessere psicofisico e la sua percezione per la progettazione evoluta e dinamica della luce in ambienti di lavoro. Artemide lavora su sistemi di apparecchi e sensori che aprono un dialogo tra la luce desiderata e progettata e l’ambiente circostante, la tecnologia è al servizio dell’uomo, diventa uno strumento per raggiungere uno stato di benessere fisiologico. La rivoluzione dell’approccio progettuale è la capacità di centrare la scelta dei parametri e la definizione delle performance rispetto all’uomo e alle condizioni ambientali, un concetto che va al di là di un valore normativo di lux, CRI o altro. Valorizza come l’uomo vive lo spazio, mette in relazione diversi fenomeni e la loro percezione. Punto centrale è la tecnologia ma soprattutto la capacità di saperla interpretare con intelligenza rispetto alle necessità funzionali, alla qualità della luce e della sua percezione, ad una lettura contemporanea ed evoluta della relazione tra luce ambiente e uomo . Quello che si traduce quindi in una percezione di luce dinamica non è altro che il mantenimento di una qualità fisiologica o cromatica del percepito. Questi sistemi di interazione evoluta permettono di intervenire in modo sempre più dinamico, puntuale ed intelligente sul progetto della luce, consentono non solo di garantire performance ottimali all’interno di scenari dinamici ma anche importanti risvolti in termini di risparmio energetico. Monitorando le interazioni con la luce naturale, il progetto luminoso mantiene performance corrette in base alle ore del giorno, creando un ambiente ottimale sul piano energetico, fisiologico e percettivo.
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